Marketing

IL MARKETING DELL’INTERPRETE E DEL TRADUTTORE FREELANCE


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Chi ormai fa questo lavoro da molti anni sa benissimo quanto il marketing sia un aspetto fondamentale della nostra professione. Io stesso, quando ho iniziato questo mestiere nel 2002, non sapevo nemmeno cosa volesse dire la parola “marketing”; eppure inconsapevolmente adottavo anch’io la mia strategia che mi ha fatto acquisire nel corso degli anni un discreto numero di clienti più o meno abituali.

Ad oggi devo ammettere, e non sto dicendo nulla di nuovo, si è sviluppata un’ampia cultura in materia di marketing, per così dire, e sulle sue possibili strategie applicabili al nostro settore e non solo. Non passa giorno che, su un po’ quasi tutte le piattaforme virtuali dedicate al nostro settore e sui vari social media più o meno professionali, non riceva mail che pubblicizzino corsi sul marketing dell’interprete e del traduttore freelance, sul social media marketing, webmarketing, SEO e SEM, solo per citarne alcuni.

Nel mio passato da docente in un istituto universitario privato per interpreti e traduttori, molti miei ex studenti e non solo mi ponevano spesso domande su come farsi conoscere dopo la laurea e ogni tanto, anzi molto spesso, a dire il vero, mi capita di ricevere mail da colleghi alle prime armi desiderosi di sapere come muoversi in questo mercato che sembra ormai essere sempre più saturo di tutto e di tutti, non solo di interpreti e traduttori.

Non sono un esperto di marketing e devo ammettere che dopo quasi 20 anni di esperienza sul campo è un aspetto che ho imparato a curare in maniera graduale. Vorrei quindi approfittare di questo spazio per definire alcuni punti a mio avviso fondamentali, che sicuramente ricalcano le varie strategie proposte dai corsi che si organizzano qua e là. Tuttavia ci terrei comunque a metterle in evidenza.

Curriculum vitae

Innanzitutto curerei in maniera molto personale il proprio curriculum vitae. Molti consigliano di presentare il curriculum vitae in formato europeo e di renderlo più sintetico possibile. Si ritiene che le agenzie o comunque un cliente, in generale, si annoierebbe a leggere un curriculum più lungo di due pagine. Il mio curriculum vitae non è in formato europeo, è abbastanza lungo ed è pieno di informazioni sulla mia formazione accademica e sulla mia esperienza professionale. Per l’interpretariato ho creato anche un elenco dettagliato di tutti i servizi svolti in questi 20 anni. Nessun cliente mi ha mai fatto notare l’estrema lunghezza del mio curriculum vitae, tutt’altro. Creare un curriculum vitae secondo uno schema predefinito toglie personalità al nostro profilo professionale. Un cliente sceglie noi anche e soprattutto per come ci presentiamo, perché uniformarsi a un modello standard?

Sito internet

Altro punto fondamentale è avere un proprio sito internet ben curato e che ci rappresenti a pieno. In tal caso, lo farei abbastanza semplice e diretto. Un freelance, al contrario di un’agenzia, non ha bisogno di un sito web dinamico o articolato. Il nostro sito web, con gli annessi canali social, sono la nostra principale vetrina, come avevo già avuto modo di parlare nel mio articolo sull’importanza della vetrina virtuale.

Posta elettronica

A tal proposito, ci terrei a sottolineare un altro aspetto essenziale e cioè quello relativo all’indirizzo di posta elettronica professionale. Non è bello ricevere mail di interpreti e traduttori professionisti con nomignoli o pseudonimi vari. Si tratta di un indirizzo professionale; identifichiamoci con il nostro nome e cognome. E, sempre a proposito di posta elettronica, secondo me un interprete e un traduttore professionista si nota subito da quello che scrive nelle proprie mail. Non verrebbe visto di buon occhio ricevere mail scritte in un italiano poco corretto, né tanto meno con abbreviazioni. Siamo dei professionisti della nostra lingua madre, distinguiamoci dall’uso improprio sempre più diffuso della nostra lingua. La stessa cosa vale quindi anche per la nostra corrispondenza nelle nostre lingue di lavoro. Impensabile proporsi come traduttori dal tedesco all’italiano a un committente in Germania, Austria o Svizzera e non saper scrivere in un buon tedesco.

Il passaparola

Ultimo punto, forse quello più importante e secondo me anche quello meno preso in considerazione dai corsi e webinar di marketing offerti sul mercato, è il passaparola. Creiamoci una rete fidata di colleghi che reputiamo simili a noi, nel modo di acquisire clienti e di lavorare. I migliori lavori, anche per me, sono stati e sono tuttora quelli passati dai colleghi. Per il passaparola, non credo debba essere io a dirlo, non c’è strategia che tenga se non la competenza e la professionalità degli incarichi di interpretariato e traduzione che svolgiamo ogni giorno; perché la qualità delle nostre traduzioni e dei nostri servizi di interpretariato è la nostra credenziale numero uno.

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