{"version":"1.0","provider_name":"Sergio Paris","provider_url":"https:\/\/www.sergioparis.it\/en\/","author_name":"Sergio Paris","author_url":"https:\/\/www.sergioparis.it\/en\/author\/wftuser\/","title":"RSI \u2013 IL MIO VADEMECUM - Sergio Paris","type":"rich","width":600,"height":338,"html":"<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"K9QQrjFM0D\"><a href=\"https:\/\/www.sergioparis.it\/en\/rsi-il-mio-vademecum\/\">RSI \u2013 IL MIO VADEMECUM<\/a><\/blockquote><iframe sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" src=\"https:\/\/www.sergioparis.it\/en\/rsi-il-mio-vademecum\/embed\/#?secret=K9QQrjFM0D\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;RSI \u2013 IL MIO VADEMECUM&#8221; &#8212; Sergio Paris\" data-secret=\"K9QQrjFM0D\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" class=\"wp-embedded-content\"><\/iframe><script type=\"text\/javascript\">\n\/* <![CDATA[ *\/\n\/*! This file is auto-generated *\/\n!function(d,l){\"use strict\";l.querySelector&&d.addEventListener&&\"undefined\"!=typeof URL&&(d.wp=d.wp||{},d.wp.receiveEmbedMessage||(d.wp.receiveEmbedMessage=function(e){var t=e.data;if((t||t.secret||t.message||t.value)&&!\/[^a-zA-Z0-9]\/.test(t.secret)){for(var s,r,n,a=l.querySelectorAll('iframe[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),o=l.querySelectorAll('blockquote[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),c=new RegExp(\"^https?:$\",\"i\"),i=0;i<o.length;i++)o[i].style.display=\"none\";for(i=0;i<a.length;i++)s=a[i],e.source===s.contentWindow&&(s.removeAttribute(\"style\"),\"height\"===t.message?(1e3<(r=parseInt(t.value,10))?r=1e3:~~r<200&&(r=200),s.height=r):\"link\"===t.message&&(r=new URL(s.getAttribute(\"src\")),n=new URL(t.value),c.test(n.protocol))&&n.host===r.host&&l.activeElement===s&&(d.top.location.href=t.value))}},d.addEventListener(\"message\",d.wp.receiveEmbedMessage,!1),l.addEventListener(\"DOMContentLoaded\",function(){for(var e,t,s=l.querySelectorAll(\"iframe.wp-embedded-content\"),r=0;r<s.length;r++)(t=(e=s[r]).getAttribute(\"data-secret\"))||(t=Math.random().toString(36).substring(2,12),e.src+=\"#?secret=\"+t,e.setAttribute(\"data-secret\",t)),e.contentWindow.postMessage({message:\"ready\",secret:t},\"*\")},!1)))}(window,document);\n\/* ]]> *\/\n<\/script>\n","thumbnail_url":"https:\/\/www.sergioparis.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/WhatsApp-Image-2021-03-15-at-18.15.54.jpeg","thumbnail_width":1536,"thumbnail_height":2048,"description":"Come oramai molti di noi interpreti gi\u00e0 sanno, l\u2019RSI ovvero il Remote Simultaneous Interpreting \u00e8 entrato a far parte della nostra quotidianit\u00e0 lavorativa. I servizi di interpretazione simultanea e non solo vengono perlopi\u00f9 svolti prevalentemente da remoto e molto probabilmente continuer\u00e0 ad essere cos\u00ec per un bel po\u2019 di tempo, prima di ritornare a lavorare in presenza. Mentre prima la maggior parte di noi usciva di casa, si metteva al volante, saliva su un treno o un aereo per raggiungere la sede del convegno o dell\u2019evento in cui veniva richiesto il nostro servizio, oggi basta accendere il nostro PC, cliccare su un link di Zoom, accedere alle piattaforme appositamente create per la traduzione simultanea e in men che non si dica siamo pronti a tradurre simultaneamente il nostro oratore di turno. Il risparmio di tempo \u00e8 decisamente evidente, ma non dobbiamo erroneamente pensare che sia pi\u00f9 facile, perch\u00e9 privo di tutte quelle problematiche logistiche pi\u00f9 o meno stressanti, legate alle fase antecedente e successiva al servizio, che prima facevano parte della nostra quotidianit\u00e0 da interpreti. Dopo un po\u2019 di giornate di interpretariato da remoto, ho pensato di riassumere qui alcune linee guida che immancabilmente seguo prima, durante e talvolta anche dopo il servizio. Magari potrebbero essere utili anche a voi che mi state leggendo, in considerazione di questo scenario di \u201cnuova normalit\u00e0\u201d al quale ci stiamo adeguando. Siete pronti? Ecco il mio vademecum: 1. Zoom o piattaforma dedicata? Uno dei primi punti fondamentali da cui partire \u00e8 capire dove si svolger\u00e0 il nostro incarico di simultanea da remoto. Come sappiamo, Zoom presenta la funzione per il servizio di interpretazione simultanea. In tal caso il nostro host ovvero il nostro cliente o l\u2019organizzatore dell\u2019evento on line ci assegner\u00e0 il ruolo di interprete, sia a noi che al nostro compagno di cabina. Se c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di lavorare in relais e comunque dobbiamo ascoltare il nostro collega, tuttavia non basta essere collegati all\u2019evento soltanto in qualit\u00e0 di interprete. Dovremo per forza collegarci anche con un altro dispositivo o computer, ma questa volta non in funzione di interprete, ma come semplice partecipante. Vi state chiedendo perch\u00e9? \u00c8 l\u2019unico modo per sentire il nostro compagno di cabina al lavoro, poter offrire il nostro aiuto e capire quando \u00e8 arrivato il momento giusto per prendere il comando. In tal caso, il nostro account da partecipante serve solo per ascoltare ed \u00e8 consigliato silenziare il microfono da partecipante e invece accendere e spegnere il microfono da interprete a seconda del nostro turno di lavoro, perch\u00e9 andremo a parlare solo ed esclusivamente nel nostro account da interprete. Non dimentichiamolo! Nel caso in cui il nostro servizio venga svolto su una piattaforma dedicata alla simultanea da remoto, la situazione sar\u00e0 decisamente pi\u00f9 facile da gestire. Piattaforme come Kudo, Ablioconference, Verspeak, Interprefy, ecc., solo per citarne alcune, agevolano enormemente il nostro lavoro. In questo caso, avremmo la sensazione di trovarci in una vera e propria cabina virtuale e sar\u00e0 sicuramente pi\u00f9 facile ascoltare il collega di cabina. Quindi, operazioni come passare il microfono e ancor meglio prendere il relais da un\u2019altra cabina saranno tutte funzioni racchiuse nella stessa piattaforma. Per questo motivo, non saremo obbligati a focalizzare la nostra attenzione su due o pi\u00f9 dispositivi. 2. La mia dotazione tecnica \u00e8 adeguata? Quando si lavora da remoto, ancor di pi\u00f9 di quando si lavora in presenza, siamo pienamente responsabili dei nostri strumenti di lavoro che sono essenzialmente tre ovvero le cuffie, il microfono e il collegamento internet. Non sottovalutiamo la qualit\u00e0 di questi tre elementi. Nella modalit\u00e0 da remoto possiamo risparmiare sull\u2019abbigliamento che non vedr\u00e0 mai nessuno e sulle spese logistiche che non sussistono, ma non possiamo risparmiare sulla qualit\u00e0 delle nostre cuffie, del nostro microfono e non prestare attenzione alla stabilit\u00e0 del nostro collegamento internet. Quando si parla di cuffie, dal mio punto di vista, la marca Sennheiser \u00e8 senz\u2019ombra di dubbio la migliore sul mercato, che reputo superiore alla stessa Bosch. Le rare volte che in questo ultimo anno e mezzo ho lavorato in una cabina fisica ho portato sempre con me le mie amate Sennheiser e la qualit\u00e0 del suono \u00e8 sicuramente migliore, oltre al fatto che si tratta di cuffie decisamente pi\u00f9 ergonomiche. Per quanto riguarda il microfono, la mia voce risulta pulita e gradevole all\u2019ascolto grazie al mio modello Tonor, che vedete nella foto in alto insieme alle mie cuffie. Alcuni usano il modello Yeti che \u00e8 decisamente molto bello da vedere, sembra quasi quello che usano i cantanti o i doppiatori negli studi di registrazione. Tuttavia, a prescindere dal modello scelto, consiglio di provarlo sempre prima e di calibrarlo anche in base alla distanza che manteniamo mentre parliamo. Ho registrato svariate note vocali nel mio smartphone per appurare ed assicurarmi che la qualit\u00e0 audio sia buona all\u2019orecchio di chi mi ascolta. Avete mai sentito parlare di audio tossico? A volte lo subiamo come interpreti, quando gli oratori non usano un microfono a parte e si accontentano del microfono incorporato nei loro dispositivi. Nonostante oramai ogni interazione sociale, professionale, formativa, personale, ecc. si svolga prevalentemente da remoto, il microfono \u00e8 un aspetto che purtroppo chi \u00e8 abituato soltanto a parlare senza ascoltare tiene poco in considerazione. Noi interpreti non possiamo trascurare questo punto. Sempre per quanto riguarda le cuffie e il microfono, molti consigliano di utilizzare un modello con il microfono incorporato. Al momento preferisco tenerli separati, ma \u00e8 essenzialmente una questione di abitudine. L\u2019ultimo punto della nostra dotazione tecnica, forse quello principale, \u00e8 il collegamento internet. \u00c8 altamente consigliato usare una connessione via cavo\/ethernet perch\u00e9 \u00e8 decisamente pi\u00f9 stabile e veloce. Eseguiamo un test in autonomia per vedere la velocit\u00e0 della nostra rete. Basta andare sul sito https:\/\/www.speedtest.net\/it e seguire la procedura indicata. Un ulteriore consiglio che mi sento di dare \u00e8 di collegare il cavo di rete al gruppo di continuit\u00e0. In caso di blackout ci permetter\u00e0 di terminare la nostra sessione, comunicare al collega l\u2019imprevisto sopraggiunto ed eventualmente al cambio di turno passare a un altro dispositivo non collegato alla [&hellip;]"}