{"id":6025,"date":"2023-10-31T08:07:54","date_gmt":"2023-10-31T08:07:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sergioparis.it\/?p=6025"},"modified":"2023-10-31T08:26:04","modified_gmt":"2023-10-31T08:26:04","slug":"cose-lintelligenza-linguistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/cose-lintelligenza-linguistica\/","title":{"rendered":"COS\u2019\u00c8 L\u2019INTELLIGENZA LINGUISTICA?"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Guest blog<\/strong>: oggi il mio blog ha il piacere di ospitare un articolo di Luca Talamonti in cui si parla di una competenza fondamentale, che soprattutto a noi professionisti della comunicazione multilingue non dovrebbe mai mancare, anche e non solo nell\u2019ottica di un marketing pi\u00f9 efficace, ovvero l\u2019intelligenza linguistica. Vi invito a leggere il suo blog e a seguire i suoi webinar.<\/p>\n\n\n\n<p>Fonte articolo originale: &#8220;<a href=\"https:\/\/www.lucatalamonti.it\/cose-lintelligenza-linguistica\/?fbclid=IwAR1HMKZd4blxcxsdZ1qt4MFod0d4B0xGQBbELPr9tcXXFLGVZB-Ov6BRuMw&amp;cn-reloaded=1\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Cos&#8217;\u00e8 l&#8217;intelligenza linguistica?<\/a>&#8220;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Intelligenza Linguistica&nbsp;\u00e8 una delle 7 contemplate nel modello delle intelligenze multiple, teorizzato dallo psicologo statunitense Howard Gardner.<\/p>\n\n\n\n<p>Essa si riferisce alla capacit\u00e0 di apprendere e utilizzare il linguaggio scritto e parlato per capire e farsi capire.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0, per\u00f2, si tratta di molto pi\u00f9 di questo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il linguaggio, infatti, \u00e8 il principale strumento che usiamo per relazionarci con gli altri, ma pochissime sono le persone che ne conoscono il reale potere e i precisi impatti che le parole producono sul cervello umano.<\/p>\n\n\n\n<p>La disciplina nota come \u201cIntelligenza Linguistica\u201d riguarda dunque tutti quegli studi sul linguaggio, che ne hanno scoperto le reali potenzialit\u00e0 e rappresenta un bagaglio di strumenti e tecniche da utilizzare nella propria vita per migliorare la comunicazione con se stessi e con gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il vero potere del linguaggio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per prima cosa, \u00e8 fondamentale sfatare un mito: il livello verbale della comunicazione (ossia le parole che usiamo) \u00e8&nbsp;tanto importante&nbsp;quanto quello paraverbale (il modo di usare la voce) e quello non verbale (gesti, espressioni facciali, abbigliamento, ecc.).<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 importante sottolineare questo concetto, in quanto alcuni studi male interpretati dello psicologo Albert Mehrabian parrebbero andare in un\u2019altra direzione, concedendo alle parole solo il 7% del peso in una comunicazione faccia a faccia. Non \u00e8 cos\u00ec e a spiegarlo \u00e8 lo stesso Mehrabian.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, le parole hanno il grande potere di&nbsp;creare la realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Non la realt\u00e0 oggettiva (che \u00e8, si dice, totalmente inconoscibile), bens\u00ec quella soggettiva, ossia ci\u00f2 che noi vediamo, sentiamo, percepiamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo avviene a causa di una serie di meccanismi tipici del cervello umano, anch\u2019essi dimostrati scientificamente pi\u00f9 e pi\u00f9 volte.<\/p>\n\n\n\n<p>Per prima cosa, va detto che il nostro cervello inizia a ritenere una cosa importante (e a farla propria, interpretandola come vera, naturale, acclarata) quando se la sente&nbsp;ripetere&nbsp;pi\u00f9 volte, specialmente se da fonti che ritiene autorevoli. E, solitamente, per il nostro cervello non esiste nessuno di pi\u00f9 autorevole di noi stessi. Di conseguenza, pi\u00f9 ripetiamo (e ci ripetiamo internamente, con quella vocina con cui pensiamo, che tecnicamente si chiama \u201cDialogo Interno\u201d) alcune cose, pi\u00f9 esse diventeranno vere per il nostro cervello, fino a diventare anche convinzioni, obiettivi, tratti caratteriali.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto, entra in gioco un altro meccanismo tipico del cervello umano, che si chiama \u201cPrincipio di Coerenza Interna\u201d. Funziona cos\u00ec: il cervello ha bisogno di trovare coerenza fra ci\u00f2 che crede e ritiene importante e ci\u00f2 che vede nella realt\u00e0 circostante.<\/p>\n\n\n\n<p>Se cos\u00ec non fosse, il nostro cervello andrebbe in tilt, la nostra autostima ne risentirebbe e proveremmo una forte sensazione di disagio (anche questo fenomeno ha un nome tecnico, ed \u00e8 \u201cDissonanza Cognitiva\u201d).<\/p>\n\n\n\n<p>Per evitare la Dissonanza Cognitiva, ecco dunque che il cervello interviene nella nostra percezione della realt\u00e0, usando dei filtri che, in particolare, si chiamano&nbsp;Distorsioni&nbsp;e&nbsp;Cancellazioni: in parole semplici, tendiamo a distorcere la realt\u00e0 e a cancellarne intere porzioni in modo da rendere la realt\u00e0 coerente con ci\u00f2 che gi\u00e0 abbiamo dentro di noi e, in pratica, in modo da \u201cvedere solo ci\u00f2 che vogliamo vedere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di meccanismi automatici, di cui spesso non ci rendiamo conto, e che avvengono nel cervello di chiunque e in assoluta buona fede.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricapitolando: pi\u00f9 ci ripetiamo, ripetiamo ad altri o ci viene ripetuta da una fonte autorevole una determinata cosa, pi\u00f9 per il nostro cervello&nbsp;diventa vera. A questo punto, il cervello \u201cadatta\u201d la realt\u00e0 circostante che percepisce per renderla&nbsp;coerente&nbsp;con ci\u00f2 che per il nostro cervello \u00e8 vero ed evitare la Dissonanza Cognitiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Le parole creano la realt\u00e0, come dicono i maghi (\u201cAbracadabra\u201d deriva dall\u2019aramaico e significa \u201cIo creo come parlo\u201d) e come \u00e8 scritto, ad esempio, nella Bibbia (\u201cIn principio era il Verbo. E il Verbo era presso Dio. E il Verbo era Dio\u201d).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cos\u00ec come dici stai (e fai stare)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>E c\u2019\u00e8 di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Diversi importanti studi internazionali hanno infatti dimostrato che esiste una stretta&nbsp;correlazione fra le parole e gli ormoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Pare infatti che l\u2019utilizzo (orale e scritto) e la ricezione di specifiche parole faccia s\u00ec che il nostro cervello rilasci determinati ormoni, a seconda del tipo di parola con cui entriamo in contatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono parole che favoriscono, ad esempio, il rilascio di Ossitocina (l\u2019ormone dell\u2019amore), altre di Dopamina (l\u2019ormone della ricompensa), altre ancora di Cortisolo (l\u2019ormone dello stress) e cos\u00ec via.<\/p>\n\n\n\n<p>E perch\u00e9 queste scoperte sarebbero cos\u00ec sensazionali?<\/p>\n\n\n\n<p>Semplice: perch\u00e9 il mix di ormoni che abbiamo in corpo d\u00e0 vita a ci\u00f2 che noi comunemente chiamiamo&nbsp;emozioni.<\/p>\n\n\n\n<p>E le emozioni guidano i nostri pensieri, le nostre scelte, i nostri comportamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo ci insegna che esistono molti modi diversi di pensare, di dire e di scrivere le stesse cose e, in base a come lo facciamo, siamo in grado di modificare la percezione della realt\u00e0 (nostra e degli altri) e, soprattutto, di veicolare (a noi stessi e agli altri) emozioni diverse.<\/p>\n\n\n\n<p>Per esempio, dire a una persona che \u201csvolgere il tal compito \u00e8 difficile e richiede molti sacrifici\u201d produce risultati diversi dal dirle che \u201csvolgere il tal compito \u00e8 sfidante e richiede il massimo impegno\u201d, non trovi?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I vantaggi dell\u2019Intelligenza Linguistica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quanto detto fin qui non \u00e8 che la punta dell\u2019iceberg di questa sorprendente disciplina, la quale ha risvolti&nbsp;pratici e immediati&nbsp;in ogni contesto.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensa a tutte le volte in cui, pur essendo animato dalle migliori intenzioni, non sei riuscito a raggiungere i risultati relazionali che volevi: con tua figlia, con tua moglie, con tuo marito, col tuo collega, col tuo capo, col potenziale cliente, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Probabilmente accadeva perch\u00e9 non conoscevi questi meccanismi delle parole e del cervello umano e, dunque, usavi il linguaggio in modo un po\u2019 randomico.<\/p>\n\n\n\n<p>Approfondire questo argomento \u00e8 di straordinaria importanza per chiunque, perch\u00e9 \u00e8 in grado di migliorare ogni aspetto della propria vita a costo zero. Basta solo uscire dalla zona di comfort, impegnarsi un po\u2019 ed essere costanti e, come per tutte le cose, dopo un po\u2019 di tempo di pratica imparerai anche tu a usare in modo eccellente il grande potere magico del linguaggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Guest blog: oggi il mio blog ha il piacere di ospitare un articolo di Luca Talamonti in cui si parla di una competenza fondamentale, che soprattutto a noi professionisti della comunicazione multilingue non dovrebbe mai mancare, anche e non solo nell\u2019ottica di un marketing pi\u00f9 efficace, ovvero l\u2019intelligenza linguistica. Vi invito a leggere il suo blog e a seguire i suoi webinar. Fonte articolo originale: &#8220;Cos&#8217;\u00e8 l&#8217;intelligenza linguistica?&#8220; L\u2019Intelligenza Linguistica&nbsp;\u00e8 una delle 7 contemplate nel modello delle intelligenze multiple, teorizzato dallo psicologo statunitense Howard Gardner. Essa si riferisce alla capacit\u00e0 di apprendere e utilizzare il linguaggio scritto e parlato per capire e farsi capire. In realt\u00e0, per\u00f2, si tratta di molto pi\u00f9 di questo. Il linguaggio, infatti, \u00e8 il principale strumento che usiamo per relazionarci con gli altri, ma pochissime sono le persone che ne conoscono il reale potere e i precisi impatti che le parole producono sul cervello umano. La disciplina nota come \u201cIntelligenza Linguistica\u201d riguarda dunque tutti quegli studi sul linguaggio, che ne hanno scoperto le reali potenzialit\u00e0 e rappresenta un bagaglio di strumenti e tecniche da utilizzare nella propria vita per migliorare la comunicazione con se stessi e con gli altri. Il vero potere del linguaggio Per prima cosa, \u00e8 fondamentale sfatare un mito: il livello verbale della comunicazione (ossia le parole che usiamo) \u00e8&nbsp;tanto importante&nbsp;quanto quello paraverbale (il modo di usare la voce) e quello non verbale (gesti, espressioni facciali, abbigliamento, ecc.). \u00c8 importante sottolineare questo concetto, in quanto alcuni studi male interpretati dello psicologo Albert Mehrabian parrebbero andare in un\u2019altra direzione, concedendo alle parole solo il 7% del peso in una comunicazione faccia a faccia. Non \u00e8 cos\u00ec e a spiegarlo \u00e8 lo stesso Mehrabian. Inoltre, le parole hanno il grande potere di&nbsp;creare la realt\u00e0. Non la realt\u00e0 oggettiva (che \u00e8, si dice, totalmente inconoscibile), bens\u00ec quella soggettiva, ossia ci\u00f2 che noi vediamo, sentiamo, percepiamo. Questo avviene a causa di una serie di meccanismi tipici del cervello umano, anch\u2019essi dimostrati scientificamente pi\u00f9 e pi\u00f9 volte. Per prima cosa, va detto che il nostro cervello inizia a ritenere una cosa importante (e a farla propria, interpretandola come vera, naturale, acclarata) quando se la sente&nbsp;ripetere&nbsp;pi\u00f9 volte, specialmente se da fonti che ritiene autorevoli. E, solitamente, per il nostro cervello non esiste nessuno di pi\u00f9 autorevole di noi stessi. Di conseguenza, pi\u00f9 ripetiamo (e ci ripetiamo internamente, con quella vocina con cui pensiamo, che tecnicamente si chiama \u201cDialogo Interno\u201d) alcune cose, pi\u00f9 esse diventeranno vere per il nostro cervello, fino a diventare anche convinzioni, obiettivi, tratti caratteriali. A questo punto, entra in gioco un altro meccanismo tipico del cervello umano, che si chiama \u201cPrincipio di Coerenza Interna\u201d. Funziona cos\u00ec: il cervello ha bisogno di trovare coerenza fra ci\u00f2 che crede e ritiene importante e ci\u00f2 che vede nella realt\u00e0 circostante. Se cos\u00ec non fosse, il nostro cervello andrebbe in tilt, la nostra autostima ne risentirebbe e proveremmo una forte sensazione di disagio (anche questo fenomeno ha un nome tecnico, ed \u00e8 \u201cDissonanza Cognitiva\u201d). Per evitare la Dissonanza Cognitiva, ecco dunque che il cervello interviene nella nostra percezione della realt\u00e0, usando dei filtri che, in particolare, si chiamano&nbsp;Distorsioni&nbsp;e&nbsp;Cancellazioni: in parole semplici, tendiamo a distorcere la realt\u00e0 e a cancellarne intere porzioni in modo da rendere la realt\u00e0 coerente con ci\u00f2 che gi\u00e0 abbiamo dentro di noi e, in pratica, in modo da \u201cvedere solo ci\u00f2 che vogliamo vedere\u201d. Si tratta di meccanismi automatici, di cui spesso non ci rendiamo conto, e che avvengono nel cervello di chiunque e in assoluta buona fede. Ricapitolando: pi\u00f9 ci ripetiamo, ripetiamo ad altri o ci viene ripetuta da una fonte autorevole una determinata cosa, pi\u00f9 per il nostro cervello&nbsp;diventa vera. A questo punto, il cervello \u201cadatta\u201d la realt\u00e0 circostante che percepisce per renderla&nbsp;coerente&nbsp;con ci\u00f2 che per il nostro cervello \u00e8 vero ed evitare la Dissonanza Cognitiva. Le parole creano la realt\u00e0, come dicono i maghi (\u201cAbracadabra\u201d deriva dall\u2019aramaico e significa \u201cIo creo come parlo\u201d) e come \u00e8 scritto, ad esempio, nella Bibbia (\u201cIn principio era il Verbo. E il Verbo era presso Dio. E il Verbo era Dio\u201d).&nbsp; Cos\u00ec come dici stai (e fai stare) E c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Diversi importanti studi internazionali hanno infatti dimostrato che esiste una stretta&nbsp;correlazione fra le parole e gli ormoni. Pare infatti che l\u2019utilizzo (orale e scritto) e la ricezione di specifiche parole faccia s\u00ec che il nostro cervello rilasci determinati ormoni, a seconda del tipo di parola con cui entriamo in contatto. Ci sono parole che favoriscono, ad esempio, il rilascio di Ossitocina (l\u2019ormone dell\u2019amore), altre di Dopamina (l\u2019ormone della ricompensa), altre ancora di Cortisolo (l\u2019ormone dello stress) e cos\u00ec via. E perch\u00e9 queste scoperte sarebbero cos\u00ec sensazionali? Semplice: perch\u00e9 il mix di ormoni che abbiamo in corpo d\u00e0 vita a ci\u00f2 che noi comunemente chiamiamo&nbsp;emozioni. E le emozioni guidano i nostri pensieri, le nostre scelte, i nostri comportamenti. Tutto questo ci insegna che esistono molti modi diversi di pensare, di dire e di scrivere le stesse cose e, in base a come lo facciamo, siamo in grado di modificare la percezione della realt\u00e0 (nostra e degli altri) e, soprattutto, di veicolare (a noi stessi e agli altri) emozioni diverse. Per esempio, dire a una persona che \u201csvolgere il tal compito \u00e8 difficile e richiede molti sacrifici\u201d produce risultati diversi dal dirle che \u201csvolgere il tal compito \u00e8 sfidante e richiede il massimo impegno\u201d, non trovi?&nbsp; I vantaggi dell\u2019Intelligenza Linguistica Quanto detto fin qui non \u00e8 che la punta dell\u2019iceberg di questa sorprendente disciplina, la quale ha risvolti&nbsp;pratici e immediati&nbsp;in ogni contesto. Pensa a tutte le volte in cui, pur essendo animato dalle migliori intenzioni, non sei riuscito a raggiungere i risultati relazionali che volevi: con tua figlia, con tua moglie, con tuo marito, col tuo collega, col tuo capo, col potenziale cliente, ecc. Probabilmente accadeva perch\u00e9 non conoscevi questi meccanismi delle parole e del cervello umano e, dunque, usavi il linguaggio in modo un po\u2019 randomico. 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Vi invito a leggere il suo blog e a seguire i suoi webinar. Fonte articolo originale: &#8220;Cos&#8217;\u00e8 l&#8217;intelligenza linguistica?&#8220; L\u2019Intelligenza Linguistica&nbsp;\u00e8 una delle 7 contemplate nel modello delle intelligenze multiple, teorizzato dallo psicologo statunitense Howard Gardner. Essa si riferisce alla capacit\u00e0 di apprendere e utilizzare il linguaggio scritto e parlato per capire e farsi capire. In realt\u00e0, per\u00f2, si tratta di molto pi\u00f9 di questo. Il linguaggio, infatti, \u00e8 il principale strumento che usiamo per relazionarci con gli altri, ma pochissime sono le persone che ne conoscono il reale potere e i precisi impatti che le parole producono sul cervello umano. La disciplina nota come \u201cIntelligenza Linguistica\u201d riguarda dunque tutti quegli studi sul linguaggio, che ne hanno scoperto le reali potenzialit\u00e0 e rappresenta un bagaglio di strumenti e tecniche da utilizzare nella propria vita per migliorare la comunicazione con se stessi e con gli altri. Il vero potere del linguaggio Per prima cosa, \u00e8 fondamentale sfatare un mito: il livello verbale della comunicazione (ossia le parole che usiamo) \u00e8&nbsp;tanto importante&nbsp;quanto quello paraverbale (il modo di usare la voce) e quello non verbale (gesti, espressioni facciali, abbigliamento, ecc.). \u00c8 importante sottolineare questo concetto, in quanto alcuni studi male interpretati dello psicologo Albert Mehrabian parrebbero andare in un\u2019altra direzione, concedendo alle parole solo il 7% del peso in una comunicazione faccia a faccia. Non \u00e8 cos\u00ec e a spiegarlo \u00e8 lo stesso Mehrabian. Inoltre, le parole hanno il grande potere di&nbsp;creare la realt\u00e0. Non la realt\u00e0 oggettiva (che \u00e8, si dice, totalmente inconoscibile), bens\u00ec quella soggettiva, ossia ci\u00f2 che noi vediamo, sentiamo, percepiamo. Questo avviene a causa di una serie di meccanismi tipici del cervello umano, anch\u2019essi dimostrati scientificamente pi\u00f9 e pi\u00f9 volte. Per prima cosa, va detto che il nostro cervello inizia a ritenere una cosa importante (e a farla propria, interpretandola come vera, naturale, acclarata) quando se la sente&nbsp;ripetere&nbsp;pi\u00f9 volte, specialmente se da fonti che ritiene autorevoli. E, solitamente, per il nostro cervello non esiste nessuno di pi\u00f9 autorevole di noi stessi. Di conseguenza, pi\u00f9 ripetiamo (e ci ripetiamo internamente, con quella vocina con cui pensiamo, che tecnicamente si chiama \u201cDialogo Interno\u201d) alcune cose, pi\u00f9 esse diventeranno vere per il nostro cervello, fino a diventare anche convinzioni, obiettivi, tratti caratteriali. A questo punto, entra in gioco un altro meccanismo tipico del cervello umano, che si chiama \u201cPrincipio di Coerenza Interna\u201d. Funziona cos\u00ec: il cervello ha bisogno di trovare coerenza fra ci\u00f2 che crede e ritiene importante e ci\u00f2 che vede nella realt\u00e0 circostante. Se cos\u00ec non fosse, il nostro cervello andrebbe in tilt, la nostra autostima ne risentirebbe e proveremmo una forte sensazione di disagio (anche questo fenomeno ha un nome tecnico, ed \u00e8 \u201cDissonanza Cognitiva\u201d). Per evitare la Dissonanza Cognitiva, ecco dunque che il cervello interviene nella nostra percezione della realt\u00e0, usando dei filtri che, in particolare, si chiamano&nbsp;Distorsioni&nbsp;e&nbsp;Cancellazioni: in parole semplici, tendiamo a distorcere la realt\u00e0 e a cancellarne intere porzioni in modo da rendere la realt\u00e0 coerente con ci\u00f2 che gi\u00e0 abbiamo dentro di noi e, in pratica, in modo da \u201cvedere solo ci\u00f2 che vogliamo vedere\u201d. Si tratta di meccanismi automatici, di cui spesso non ci rendiamo conto, e che avvengono nel cervello di chiunque e in assoluta buona fede. Ricapitolando: pi\u00f9 ci ripetiamo, ripetiamo ad altri o ci viene ripetuta da una fonte autorevole una determinata cosa, pi\u00f9 per il nostro cervello&nbsp;diventa vera. A questo punto, il cervello \u201cadatta\u201d la realt\u00e0 circostante che percepisce per renderla&nbsp;coerente&nbsp;con ci\u00f2 che per il nostro cervello \u00e8 vero ed evitare la Dissonanza Cognitiva. Le parole creano la realt\u00e0, come dicono i maghi (\u201cAbracadabra\u201d deriva dall\u2019aramaico e significa \u201cIo creo come parlo\u201d) e come \u00e8 scritto, ad esempio, nella Bibbia (\u201cIn principio era il Verbo. E il Verbo era presso Dio. E il Verbo era Dio\u201d).&nbsp; Cos\u00ec come dici stai (e fai stare) E c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Diversi importanti studi internazionali hanno infatti dimostrato che esiste una stretta&nbsp;correlazione fra le parole e gli ormoni. Pare infatti che l\u2019utilizzo (orale e scritto) e la ricezione di specifiche parole faccia s\u00ec che il nostro cervello rilasci determinati ormoni, a seconda del tipo di parola con cui entriamo in contatto. Ci sono parole che favoriscono, ad esempio, il rilascio di Ossitocina (l\u2019ormone dell\u2019amore), altre di Dopamina (l\u2019ormone della ricompensa), altre ancora di Cortisolo (l\u2019ormone dello stress) e cos\u00ec via. E perch\u00e9 queste scoperte sarebbero cos\u00ec sensazionali? Semplice: perch\u00e9 il mix di ormoni che abbiamo in corpo d\u00e0 vita a ci\u00f2 che noi comunemente chiamiamo&nbsp;emozioni. E le emozioni guidano i nostri pensieri, le nostre scelte, i nostri comportamenti. Tutto questo ci insegna che esistono molti modi diversi di pensare, di dire e di scrivere le stesse cose e, in base a come lo facciamo, siamo in grado di modificare la percezione della realt\u00e0 (nostra e degli altri) e, soprattutto, di veicolare (a noi stessi e agli altri) emozioni diverse. Per esempio, dire a una persona che \u201csvolgere il tal compito \u00e8 difficile e richiede molti sacrifici\u201d produce risultati diversi dal dirle che \u201csvolgere il tal compito \u00e8 sfidante e richiede il massimo impegno\u201d, non trovi?&nbsp; I vantaggi dell\u2019Intelligenza Linguistica Quanto detto fin qui non \u00e8 che la punta dell\u2019iceberg di questa sorprendente disciplina, la quale ha risvolti&nbsp;pratici e immediati&nbsp;in ogni contesto. Pensa a tutte le volte in cui, pur essendo animato dalle migliori intenzioni, non sei riuscito a raggiungere i risultati relazionali che volevi: con tua figlia, con tua moglie, con tuo marito, col tuo collega, col tuo capo, col potenziale cliente, ecc. Probabilmente accadeva perch\u00e9 non conoscevi questi meccanismi delle parole e del cervello umano e, dunque, usavi il linguaggio in modo un po\u2019 randomico. 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La disciplina nota come \u201cIntelligenza Linguistica\u201d riguarda dunque tutti quegli studi sul linguaggio, che ne hanno scoperto le reali potenzialit\u00e0 e rappresenta un bagaglio di strumenti e tecniche da utilizzare nella propria vita per migliorare la comunicazione con se stessi e con gli altri. Il vero potere del linguaggio Per prima cosa, \u00e8 fondamentale sfatare un mito: il livello verbale della comunicazione (ossia le parole che usiamo) \u00e8&nbsp;tanto importante&nbsp;quanto quello paraverbale (il modo di usare la voce) e quello non verbale (gesti, espressioni facciali, abbigliamento, ecc.). \u00c8 importante sottolineare questo concetto, in quanto alcuni studi male interpretati dello psicologo Albert Mehrabian parrebbero andare in un\u2019altra direzione, concedendo alle parole solo il 7% del peso in una comunicazione faccia a faccia. Non \u00e8 cos\u00ec e a spiegarlo \u00e8 lo stesso Mehrabian. Inoltre, le parole hanno il grande potere di&nbsp;creare la realt\u00e0. Non la realt\u00e0 oggettiva (che \u00e8, si dice, totalmente inconoscibile), bens\u00ec quella soggettiva, ossia ci\u00f2 che noi vediamo, sentiamo, percepiamo. Questo avviene a causa di una serie di meccanismi tipici del cervello umano, anch\u2019essi dimostrati scientificamente pi\u00f9 e pi\u00f9 volte. Per prima cosa, va detto che il nostro cervello inizia a ritenere una cosa importante (e a farla propria, interpretandola come vera, naturale, acclarata) quando se la sente&nbsp;ripetere&nbsp;pi\u00f9 volte, specialmente se da fonti che ritiene autorevoli. E, solitamente, per il nostro cervello non esiste nessuno di pi\u00f9 autorevole di noi stessi. Di conseguenza, pi\u00f9 ripetiamo (e ci ripetiamo internamente, con quella vocina con cui pensiamo, che tecnicamente si chiama \u201cDialogo Interno\u201d) alcune cose, pi\u00f9 esse diventeranno vere per il nostro cervello, fino a diventare anche convinzioni, obiettivi, tratti caratteriali. A questo punto, entra in gioco un altro meccanismo tipico del cervello umano, che si chiama \u201cPrincipio di Coerenza Interna\u201d. Funziona cos\u00ec: il cervello ha bisogno di trovare coerenza fra ci\u00f2 che crede e ritiene importante e ci\u00f2 che vede nella realt\u00e0 circostante. Se cos\u00ec non fosse, il nostro cervello andrebbe in tilt, la nostra autostima ne risentirebbe e proveremmo una forte sensazione di disagio (anche questo fenomeno ha un nome tecnico, ed \u00e8 \u201cDissonanza Cognitiva\u201d). Per evitare la Dissonanza Cognitiva, ecco dunque che il cervello interviene nella nostra percezione della realt\u00e0, usando dei filtri che, in particolare, si chiamano&nbsp;Distorsioni&nbsp;e&nbsp;Cancellazioni: in parole semplici, tendiamo a distorcere la realt\u00e0 e a cancellarne intere porzioni in modo da rendere la realt\u00e0 coerente con ci\u00f2 che gi\u00e0 abbiamo dentro di noi e, in pratica, in modo da \u201cvedere solo ci\u00f2 che vogliamo vedere\u201d. Si tratta di meccanismi automatici, di cui spesso non ci rendiamo conto, e che avvengono nel cervello di chiunque e in assoluta buona fede. Ricapitolando: pi\u00f9 ci ripetiamo, ripetiamo ad altri o ci viene ripetuta da una fonte autorevole una determinata cosa, pi\u00f9 per il nostro cervello&nbsp;diventa vera. A questo punto, il cervello \u201cadatta\u201d la realt\u00e0 circostante che percepisce per renderla&nbsp;coerente&nbsp;con ci\u00f2 che per il nostro cervello \u00e8 vero ed evitare la Dissonanza Cognitiva. Le parole creano la realt\u00e0, come dicono i maghi (\u201cAbracadabra\u201d deriva dall\u2019aramaico e significa \u201cIo creo come parlo\u201d) e come \u00e8 scritto, ad esempio, nella Bibbia (\u201cIn principio era il Verbo. E il Verbo era presso Dio. E il Verbo era Dio\u201d).&nbsp; Cos\u00ec come dici stai (e fai stare) E c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Diversi importanti studi internazionali hanno infatti dimostrato che esiste una stretta&nbsp;correlazione fra le parole e gli ormoni. Pare infatti che l\u2019utilizzo (orale e scritto) e la ricezione di specifiche parole faccia s\u00ec che il nostro cervello rilasci determinati ormoni, a seconda del tipo di parola con cui entriamo in contatto. Ci sono parole che favoriscono, ad esempio, il rilascio di Ossitocina (l\u2019ormone dell\u2019amore), altre di Dopamina (l\u2019ormone della ricompensa), altre ancora di Cortisolo (l\u2019ormone dello stress) e cos\u00ec via. E perch\u00e9 queste scoperte sarebbero cos\u00ec sensazionali? Semplice: perch\u00e9 il mix di ormoni che abbiamo in corpo d\u00e0 vita a ci\u00f2 che noi comunemente chiamiamo&nbsp;emozioni. E le emozioni guidano i nostri pensieri, le nostre scelte, i nostri comportamenti. Tutto questo ci insegna che esistono molti modi diversi di pensare, di dire e di scrivere le stesse cose e, in base a come lo facciamo, siamo in grado di modificare la percezione della realt\u00e0 (nostra e degli altri) e, soprattutto, di veicolare (a noi stessi e agli altri) emozioni diverse. Per esempio, dire a una persona che \u201csvolgere il tal compito \u00e8 difficile e richiede molti sacrifici\u201d produce risultati diversi dal dirle che \u201csvolgere il tal compito \u00e8 sfidante e richiede il massimo impegno\u201d, non trovi?&nbsp; I vantaggi dell\u2019Intelligenza Linguistica Quanto detto fin qui non \u00e8 che la punta dell\u2019iceberg di questa sorprendente disciplina, la quale ha risvolti&nbsp;pratici e immediati&nbsp;in ogni contesto. Pensa a tutte le volte in cui, pur essendo animato dalle migliori intenzioni, non sei riuscito a raggiungere i risultati relazionali che volevi: con tua figlia, con tua moglie, con tuo marito, col tuo collega, col tuo capo, col potenziale cliente, ecc. Probabilmente accadeva perch\u00e9 non conoscevi questi meccanismi delle parole e del cervello umano e, dunque, usavi il linguaggio in modo un po\u2019 randomico. 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