{"id":5369,"date":"2022-09-08T12:42:36","date_gmt":"2022-09-08T12:42:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sergioparis.it\/?p=5369"},"modified":"2022-09-08T12:42:36","modified_gmt":"2022-09-08T12:42:36","slug":"limpresa-faraonica-dellinterprete-la-consecutiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/limpresa-faraonica-dellinterprete-la-consecutiva\/","title":{"rendered":"L\u2019IMPRESA FARAONICA DELL\u2019INTERPRETE &#8211; LA CONSECUTIVA"},"content":{"rendered":"\n<p>La caldissima estate, ormai agli sgoccioli, mi ha visto alle prese con un incarico impegnativo e al contempo prestigioso. Tradurre il pi\u00f9 grande egittologo al mondo, Zahi Hawass, mi ha portato a rivedere una delle tecniche fondamentali dell\u2019interprete: l\u2019interpretazione consecutiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di entrare nel vivo, \u00e8 bene fare una premessa. Quando mi \u00e8 stato conferito l\u2019incarico, l\u2019identit\u00e0 del mio relatore mi \u00e8 stata svelata soltanto quattro giorni prima del servizio. Inoltre, non avrei ricevuto nessun materiale di riferimento, visto che il relatore sarebbe andato a braccio. L\u2019occasione dell\u2019intervento di Hawass presso il Museo Archeologico Nazionale dell\u2019Umbria era il centenario dalla scoperta della tomba di Tutankhamon, il faraone fanciullo ovvero il pi\u00f9 famoso e misterioso imperatore dell\u2019Antico Egitto.<\/p>\n\n\n\n<p>Come al solito, il tempo a disposizione per garantire una solida preparazione non era molto. Per ottimizzare il mio lavoro ho preso due strade; la prima era cercare di capire come avrebbe parlato in inglese l\u2019esperto egiziano (tra le varianti forse meno comprensibili), la seconda, successiva e concomitante alla prima, era rispolverare tutto il mio bagaglio culturale sull\u2019Antico Egitto e soprattutto studiare la XVIII dinastia durante il periodo del Nuovo Regno. Quindi, dopo aver visionato alcuni video su YouTube di alcuni interventi di Hawass in giro per il mondo, soprattutto nelle universit\u00e0 nordamericane, ho ripreso i libri di storia di mio figlio per un\u2019infarinatura generale sull\u2019Antico Egitto. Dopodich\u00e9 mi sono messo gi\u00f9 con carta e penna a disegnare l\u2019albero genealogico di Tutankhamon. Qualcosa mi diceva che avrei dovuto affrontare una carrellata di nomi (per me impronunciabili). Per ogni nome ho preso nota delle caratteristiche principali dei vari componenti della dinastia. Una cosa era chiara. Avrei avuto a che fare con un incarico particolarmente denso di informazioni. Qualcosa tuttavia era dalla mia parte. L\u2019interesse verso questa materia era particolarmente vivo, seppur non l\u2019avessi ancora mai affrontata seriamente come questa volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivato il giorno dell\u2019incarico, devo ammettere che mi sentivo abbastanza preparato ma consapevole che avrei avuto a che fare con un oratore davvero ostico (e cos\u00ec \u00e8 stato). A volte nei minuti di attesa \u00e8 buona norma interloquire con l\u2019esperto da tradurre, se non altro per capire il suo accento e rendermi conto meglio degli effettivi contenuti che da l\u00ec a poco sarebbero stati esposti. Zahi Hawass non si concede in chiacchiere e le temperature particolarmente elevate all\u2019interno della sala adibita alla lectio magistralis gremita di gente non lo rendevano particolarmente propenso a confrontarsi con l\u2019interprete. Tra l\u2019altro, durante il discorso, voleva avere il podio tutto per s\u00e9 e nessuno doveva stargli accanto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"575\" src=\"https:\/\/www.sergioparis.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/296164398_465452692250425_3591757578683015703_n.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5360\" srcset=\"https:\/\/www.sergioparis.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/296164398_465452692250425_3591757578683015703_n.jpg 1024w, https:\/\/www.sergioparis.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/296164398_465452692250425_3591757578683015703_n-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.sergioparis.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/296164398_465452692250425_3591757578683015703_n-768x431.jpg 768w, https:\/\/www.sergioparis.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/296164398_465452692250425_3591757578683015703_n-500x281.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><em>Interpretazione consecutiva En>It &#8211; <em>Zahi Hawass<\/em> &#8220;100 dalla scoperta della morte di Tutankhamon&#8221; <\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Come affrontare a livello tecnico un incarico di interpretazione consecutiva di questo tipo? La buona scuola ci dice di prendere gli appunti mentre stiamo ascoltando, in modo da avere una buona base di appoggio per la nostra memoria al momento della resa. Questo \u00e8 il principio che mi sono portato avanti in questi vent\u2019anni di libera professione, sebbene nel corso del tempo ho imparato a sfruttare meglio la memoria a discapito di una minore quantit\u00e0 di appunti presi. I primissimi minuti dell\u2019intervento mi hanno fatto subito capire che cercare di prendere appunti non mi era assolutamente di aiuto. Zahi Hawass parlava molto velocemente e per di pi\u00f9 non mi lasciava il tempo necessario per completare la mia resa. L\u2019unica cosa da fare era memorizzare pi\u00f9 possibile la sua narrazione, perch\u00e9 effettivamente aveva instaurato un rapporto di storytelling con il suo pubblico, e prendere nota soltanto dei nomi da lui citati nello stesso modo in cui venivano pronunciati dall\u2019oratore, mettendo da parte tutto il lavoro preliminare di simbologia dei vari faraoni. Cosa fondamentale, inoltre, era concentrarsi sulle informazioni principali ed essere sintetico, chiaro e veloce, senza risultare troppo concitato, nella resa in italiano, per la quale mi veniva concesso talvolta davvero troppo poco tempo. Dopo i primi cinque minuti, nonostante i ritmi serratissimi, mi sentivo in sintonia con l\u2019oratore e chi tra il pubblico riusciva a seguire anche in inglese se ne \u00e8 accorto ed ha apprezzato il mio lavoro, in assoluto tra i pi\u00f9 sfidanti degli ultimi anni di libera professione.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo, e sono quasi convinto di non sbagliarmi, che gli interpreti in generale prediligano l\u2019interpretazione simultanea, che per quanto impegnativa per il carico cognitivo previsto, \u00e8 pi\u00f9 rassicurante, vuoi per il fatto che non si viene visti e inoltre abbiamo la possibilit\u00e0 di farci assistere dal nostro compagno o dalla nostra compagna di cabina. Insomma, per oratori particolarmente ostici e non cos\u00ec \u201cinterpreter-friendly\u201d, per cos\u00ec dire, la consecutiva pu\u00f2 rappresentare una grande sfida soprattutto emotiva, ma che pu\u00f2 invece insegnare molto a noi interpreti dal punto di vista psicologico, ma anche e soprattutto tecnico. Gli appunti sono solo un mezzo per lo strumento principale dell\u2019interprete: la memoria. Ogni minima distrazione che possa compromettere la nostra capacit\u00e0 di memorizzazione \u00e8 bandita. Non c\u2019\u00e8 una sola scuola di pensiero e ogni interprete ha le proprie peculiarit\u00e0 e i propri punti deboli. Il mio \u00e8 sicuramente il note-taking. Non riesco a scrivere bene e velocemente ed \u00e8 per questo che ho fatto della memoria il mio strumento compensativo per eccellenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Come sostiene la maggior parte degli studiosi di interpretazione di conferenza, posso confermare l\u2019importanza e la propedeuticit\u00e0 dell\u2019interpretazione consecutiva, di cui noi interpreti non possiamo fare a meno, perch\u00e9 ci insegna a sviluppare la nostra capacit\u00e0 mnemonica. L\u2019interpretazione consecutiva \u00e8 a tutti gli effetti la madre dell\u2019interpretazione simultanea, \u00e8 l\u2019esercizio necessario al quale ogni interprete deve sottoporsi sia durante il percorso formativo che professionale. Ci obbliga a stare in prima linea, visto che il pubblico si accorge della nostra presenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando lavoriamo come interpreti consecutivisti, non siamo solo una voce, ma diventiamo parte attiva, in carne ed ossa, del processo comunicativo interlinguistico in atto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La caldissima estate, ormai agli sgoccioli, mi ha visto alle prese con un incarico impegnativo e al contempo prestigioso. Tradurre il pi\u00f9 grande egittologo al mondo, Zahi Hawass, mi ha portato a rivedere una delle tecniche fondamentali dell\u2019interprete: l\u2019interpretazione consecutiva. Prima di entrare nel vivo, \u00e8 bene fare una premessa. 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Per ottimizzare il mio lavoro ho preso due strade; la prima era cercare di capire come avrebbe parlato in inglese l\u2019esperto egiziano (tra le varianti forse meno comprensibili), la seconda, successiva e concomitante alla prima, era rispolverare tutto il mio bagaglio culturale sull\u2019Antico Egitto e soprattutto studiare la XVIII dinastia durante il periodo del Nuovo Regno. Quindi, dopo aver visionato alcuni video su YouTube di alcuni interventi di Hawass in giro per il mondo, soprattutto nelle universit\u00e0 nordamericane, ho ripreso i libri di storia di mio figlio per un\u2019infarinatura generale sull\u2019Antico Egitto. Dopodich\u00e9 mi sono messo gi\u00f9 con carta e penna a disegnare l\u2019albero genealogico di Tutankhamon. Qualcosa mi diceva che avrei dovuto affrontare una carrellata di nomi (per me impronunciabili). Per ogni nome ho preso nota delle caratteristiche principali dei vari componenti della dinastia. Una cosa era chiara. Avrei avuto a che fare con un incarico particolarmente denso di informazioni. Qualcosa tuttavia era dalla mia parte. L\u2019interesse verso questa materia era particolarmente vivo, seppur non l\u2019avessi ancora mai affrontata seriamente come questa volta. Arrivato il giorno dell\u2019incarico, devo ammettere che mi sentivo abbastanza preparato ma consapevole che avrei avuto a che fare con un oratore davvero ostico (e cos\u00ec \u00e8 stato). A volte nei minuti di attesa \u00e8 buona norma interloquire con l\u2019esperto da tradurre, se non altro per capire il suo accento e rendermi conto meglio degli effettivi contenuti che da l\u00ec a poco sarebbero stati esposti. Zahi Hawass non si concede in chiacchiere e le temperature particolarmente elevate all\u2019interno della sala adibita alla lectio magistralis gremita di gente non lo rendevano particolarmente propenso a confrontarsi con l\u2019interprete. Tra l\u2019altro, durante il discorso, voleva avere il podio tutto per s\u00e9 e nessuno doveva stargli accanto. Come affrontare a livello tecnico un incarico di interpretazione consecutiva di questo tipo? La buona scuola ci dice di prendere gli appunti mentre stiamo ascoltando, in modo da avere una buona base di appoggio per la nostra memoria al momento della resa. Questo \u00e8 il principio che mi sono portato avanti in questi vent\u2019anni di libera professione, sebbene nel corso del tempo ho imparato a sfruttare meglio la memoria a discapito di una minore quantit\u00e0 di appunti presi. I primissimi minuti dell\u2019intervento mi hanno fatto subito capire che cercare di prendere appunti non mi era assolutamente di aiuto. Zahi Hawass parlava molto velocemente e per di pi\u00f9 non mi lasciava il tempo necessario per completare la mia resa. L\u2019unica cosa da fare era memorizzare pi\u00f9 possibile la sua narrazione, perch\u00e9 effettivamente aveva instaurato un rapporto di storytelling con il suo pubblico, e prendere nota soltanto dei nomi da lui citati nello stesso modo in cui venivano pronunciati dall\u2019oratore, mettendo da parte tutto il lavoro preliminare di simbologia dei vari faraoni. Cosa fondamentale, inoltre, era concentrarsi sulle informazioni principali ed essere sintetico, chiaro e veloce, senza risultare troppo concitato, nella resa in italiano, per la quale mi veniva concesso talvolta davvero troppo poco tempo. Dopo i primi cinque minuti, nonostante i ritmi serratissimi, mi sentivo in sintonia con l\u2019oratore e chi tra il pubblico riusciva a seguire anche in inglese se ne \u00e8 accorto ed ha apprezzato il mio lavoro, in assoluto tra i pi\u00f9 sfidanti degli ultimi anni di libera professione. Credo, e sono quasi convinto di non sbagliarmi, che gli interpreti in generale prediligano l\u2019interpretazione simultanea, che per quanto impegnativa per il carico cognitivo previsto, \u00e8 pi\u00f9 rassicurante, vuoi per il fatto che non si viene visti e inoltre abbiamo la possibilit\u00e0 di farci assistere dal nostro compagno o dalla nostra compagna di cabina. Insomma, per oratori particolarmente ostici e non cos\u00ec \u201cinterpreter-friendly\u201d, per cos\u00ec dire, la consecutiva pu\u00f2 rappresentare una grande sfida soprattutto emotiva, ma che pu\u00f2 invece insegnare molto a noi interpreti dal punto di vista psicologico, ma anche e soprattutto tecnico. Gli appunti sono solo un mezzo per lo strumento principale dell\u2019interprete: la memoria. Ogni minima distrazione che possa compromettere la nostra capacit\u00e0 di memorizzazione \u00e8 bandita. Non c\u2019\u00e8 una sola scuola di pensiero e ogni interprete ha le proprie peculiarit\u00e0 e i propri punti deboli. Il mio \u00e8 sicuramente il note-taking. Non riesco a scrivere bene e velocemente ed \u00e8 per questo che ho fatto della memoria il mio strumento compensativo per eccellenza. Come sostiene la maggior parte degli studiosi di interpretazione di conferenza, posso confermare l\u2019importanza e la propedeuticit\u00e0 dell\u2019interpretazione consecutiva, di cui noi interpreti non possiamo fare a meno, perch\u00e9 ci insegna a sviluppare la nostra capacit\u00e0 mnemonica. L\u2019interpretazione consecutiva \u00e8 a tutti gli effetti la madre dell\u2019interpretazione simultanea, \u00e8 l\u2019esercizio necessario al quale ogni interprete deve sottoporsi sia durante il percorso formativo che professionale. Ci obbliga a stare in prima linea, visto che il pubblico si accorge della nostra presenza. 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Per ottimizzare il mio lavoro ho preso due strade; la prima era cercare di capire come avrebbe parlato in inglese l\u2019esperto egiziano (tra le varianti forse meno comprensibili), la seconda, successiva e concomitante alla prima, era rispolverare tutto il mio bagaglio culturale sull\u2019Antico Egitto e soprattutto studiare la XVIII dinastia durante il periodo del Nuovo Regno. Quindi, dopo aver visionato alcuni video su YouTube di alcuni interventi di Hawass in giro per il mondo, soprattutto nelle universit\u00e0 nordamericane, ho ripreso i libri di storia di mio figlio per un\u2019infarinatura generale sull\u2019Antico Egitto. Dopodich\u00e9 mi sono messo gi\u00f9 con carta e penna a disegnare l\u2019albero genealogico di Tutankhamon. Qualcosa mi diceva che avrei dovuto affrontare una carrellata di nomi (per me impronunciabili). Per ogni nome ho preso nota delle caratteristiche principali dei vari componenti della dinastia. Una cosa era chiara. Avrei avuto a che fare con un incarico particolarmente denso di informazioni. Qualcosa tuttavia era dalla mia parte. L\u2019interesse verso questa materia era particolarmente vivo, seppur non l\u2019avessi ancora mai affrontata seriamente come questa volta. Arrivato il giorno dell\u2019incarico, devo ammettere che mi sentivo abbastanza preparato ma consapevole che avrei avuto a che fare con un oratore davvero ostico (e cos\u00ec \u00e8 stato). A volte nei minuti di attesa \u00e8 buona norma interloquire con l\u2019esperto da tradurre, se non altro per capire il suo accento e rendermi conto meglio degli effettivi contenuti che da l\u00ec a poco sarebbero stati esposti. Zahi Hawass non si concede in chiacchiere e le temperature particolarmente elevate all\u2019interno della sala adibita alla lectio magistralis gremita di gente non lo rendevano particolarmente propenso a confrontarsi con l\u2019interprete. Tra l\u2019altro, durante il discorso, voleva avere il podio tutto per s\u00e9 e nessuno doveva stargli accanto. Come affrontare a livello tecnico un incarico di interpretazione consecutiva di questo tipo? La buona scuola ci dice di prendere gli appunti mentre stiamo ascoltando, in modo da avere una buona base di appoggio per la nostra memoria al momento della resa. Questo \u00e8 il principio che mi sono portato avanti in questi vent\u2019anni di libera professione, sebbene nel corso del tempo ho imparato a sfruttare meglio la memoria a discapito di una minore quantit\u00e0 di appunti presi. I primissimi minuti dell\u2019intervento mi hanno fatto subito capire che cercare di prendere appunti non mi era assolutamente di aiuto. Zahi Hawass parlava molto velocemente e per di pi\u00f9 non mi lasciava il tempo necessario per completare la mia resa. L\u2019unica cosa da fare era memorizzare pi\u00f9 possibile la sua narrazione, perch\u00e9 effettivamente aveva instaurato un rapporto di storytelling con il suo pubblico, e prendere nota soltanto dei nomi da lui citati nello stesso modo in cui venivano pronunciati dall\u2019oratore, mettendo da parte tutto il lavoro preliminare di simbologia dei vari faraoni. Cosa fondamentale, inoltre, era concentrarsi sulle informazioni principali ed essere sintetico, chiaro e veloce, senza risultare troppo concitato, nella resa in italiano, per la quale mi veniva concesso talvolta davvero troppo poco tempo. Dopo i primi cinque minuti, nonostante i ritmi serratissimi, mi sentivo in sintonia con l\u2019oratore e chi tra il pubblico riusciva a seguire anche in inglese se ne \u00e8 accorto ed ha apprezzato il mio lavoro, in assoluto tra i pi\u00f9 sfidanti degli ultimi anni di libera professione. Credo, e sono quasi convinto di non sbagliarmi, che gli interpreti in generale prediligano l\u2019interpretazione simultanea, che per quanto impegnativa per il carico cognitivo previsto, \u00e8 pi\u00f9 rassicurante, vuoi per il fatto che non si viene visti e inoltre abbiamo la possibilit\u00e0 di farci assistere dal nostro compagno o dalla nostra compagna di cabina. Insomma, per oratori particolarmente ostici e non cos\u00ec \u201cinterpreter-friendly\u201d, per cos\u00ec dire, la consecutiva pu\u00f2 rappresentare una grande sfida soprattutto emotiva, ma che pu\u00f2 invece insegnare molto a noi interpreti dal punto di vista psicologico, ma anche e soprattutto tecnico. Gli appunti sono solo un mezzo per lo strumento principale dell\u2019interprete: la memoria. Ogni minima distrazione che possa compromettere la nostra capacit\u00e0 di memorizzazione \u00e8 bandita. Non c\u2019\u00e8 una sola scuola di pensiero e ogni interprete ha le proprie peculiarit\u00e0 e i propri punti deboli. 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Tradurre il pi\u00f9 grande egittologo al mondo, Zahi Hawass, mi ha portato a rivedere una delle tecniche fondamentali dell\u2019interprete: l\u2019interpretazione consecutiva. Prima di entrare nel vivo, \u00e8 bene fare una premessa. Quando mi \u00e8 stato conferito l\u2019incarico, l\u2019identit\u00e0 del mio relatore mi \u00e8 stata svelata soltanto quattro giorni prima del servizio. Inoltre, non avrei ricevuto nessun materiale di riferimento, visto che il relatore sarebbe andato a braccio. L\u2019occasione dell\u2019intervento di Hawass presso il Museo Archeologico Nazionale dell\u2019Umbria era il centenario dalla scoperta della tomba di Tutankhamon, il faraone fanciullo ovvero il pi\u00f9 famoso e misterioso imperatore dell\u2019Antico Egitto. Come al solito, il tempo a disposizione per garantire una solida preparazione non era molto. Per ottimizzare il mio lavoro ho preso due strade; la prima era cercare di capire come avrebbe parlato in inglese l\u2019esperto egiziano (tra le varianti forse meno comprensibili), la seconda, successiva e concomitante alla prima, era rispolverare tutto il mio bagaglio culturale sull\u2019Antico Egitto e soprattutto studiare la XVIII dinastia durante il periodo del Nuovo Regno. Quindi, dopo aver visionato alcuni video su YouTube di alcuni interventi di Hawass in giro per il mondo, soprattutto nelle universit\u00e0 nordamericane, ho ripreso i libri di storia di mio figlio per un\u2019infarinatura generale sull\u2019Antico Egitto. Dopodich\u00e9 mi sono messo gi\u00f9 con carta e penna a disegnare l\u2019albero genealogico di Tutankhamon. Qualcosa mi diceva che avrei dovuto affrontare una carrellata di nomi (per me impronunciabili). Per ogni nome ho preso nota delle caratteristiche principali dei vari componenti della dinastia. Una cosa era chiara. Avrei avuto a che fare con un incarico particolarmente denso di informazioni. Qualcosa tuttavia era dalla mia parte. L\u2019interesse verso questa materia era particolarmente vivo, seppur non l\u2019avessi ancora mai affrontata seriamente come questa volta. Arrivato il giorno dell\u2019incarico, devo ammettere che mi sentivo abbastanza preparato ma consapevole che avrei avuto a che fare con un oratore davvero ostico (e cos\u00ec \u00e8 stato). A volte nei minuti di attesa \u00e8 buona norma interloquire con l\u2019esperto da tradurre, se non altro per capire il suo accento e rendermi conto meglio degli effettivi contenuti che da l\u00ec a poco sarebbero stati esposti. Zahi Hawass non si concede in chiacchiere e le temperature particolarmente elevate all\u2019interno della sala adibita alla lectio magistralis gremita di gente non lo rendevano particolarmente propenso a confrontarsi con l\u2019interprete. Tra l\u2019altro, durante il discorso, voleva avere il podio tutto per s\u00e9 e nessuno doveva stargli accanto. Come affrontare a livello tecnico un incarico di interpretazione consecutiva di questo tipo? La buona scuola ci dice di prendere gli appunti mentre stiamo ascoltando, in modo da avere una buona base di appoggio per la nostra memoria al momento della resa. Questo \u00e8 il principio che mi sono portato avanti in questi vent\u2019anni di libera professione, sebbene nel corso del tempo ho imparato a sfruttare meglio la memoria a discapito di una minore quantit\u00e0 di appunti presi. I primissimi minuti dell\u2019intervento mi hanno fatto subito capire che cercare di prendere appunti non mi era assolutamente di aiuto. Zahi Hawass parlava molto velocemente e per di pi\u00f9 non mi lasciava il tempo necessario per completare la mia resa. L\u2019unica cosa da fare era memorizzare pi\u00f9 possibile la sua narrazione, perch\u00e9 effettivamente aveva instaurato un rapporto di storytelling con il suo pubblico, e prendere nota soltanto dei nomi da lui citati nello stesso modo in cui venivano pronunciati dall\u2019oratore, mettendo da parte tutto il lavoro preliminare di simbologia dei vari faraoni. Cosa fondamentale, inoltre, era concentrarsi sulle informazioni principali ed essere sintetico, chiaro e veloce, senza risultare troppo concitato, nella resa in italiano, per la quale mi veniva concesso talvolta davvero troppo poco tempo. Dopo i primi cinque minuti, nonostante i ritmi serratissimi, mi sentivo in sintonia con l\u2019oratore e chi tra il pubblico riusciva a seguire anche in inglese se ne \u00e8 accorto ed ha apprezzato il mio lavoro, in assoluto tra i pi\u00f9 sfidanti degli ultimi anni di libera professione. Credo, e sono quasi convinto di non sbagliarmi, che gli interpreti in generale prediligano l\u2019interpretazione simultanea, che per quanto impegnativa per il carico cognitivo previsto, \u00e8 pi\u00f9 rassicurante, vuoi per il fatto che non si viene visti e inoltre abbiamo la possibilit\u00e0 di farci assistere dal nostro compagno o dalla nostra compagna di cabina. Insomma, per oratori particolarmente ostici e non cos\u00ec \u201cinterpreter-friendly\u201d, per cos\u00ec dire, la consecutiva pu\u00f2 rappresentare una grande sfida soprattutto emotiva, ma che pu\u00f2 invece insegnare molto a noi interpreti dal punto di vista psicologico, ma anche e soprattutto tecnico. Gli appunti sono solo un mezzo per lo strumento principale dell\u2019interprete: la memoria. Ogni minima distrazione che possa compromettere la nostra capacit\u00e0 di memorizzazione \u00e8 bandita. Non c\u2019\u00e8 una sola scuola di pensiero e ogni interprete ha le proprie peculiarit\u00e0 e i propri punti deboli. Il mio \u00e8 sicuramente il note-taking. Non riesco a scrivere bene e velocemente ed \u00e8 per questo che ho fatto della memoria il mio strumento compensativo per eccellenza. Come sostiene la maggior parte degli studiosi di interpretazione di conferenza, posso confermare l\u2019importanza e la propedeuticit\u00e0 dell\u2019interpretazione consecutiva, di cui noi interpreti non possiamo fare a meno, perch\u00e9 ci insegna a sviluppare la nostra capacit\u00e0 mnemonica. L\u2019interpretazione consecutiva \u00e8 a tutti gli effetti la madre dell\u2019interpretazione simultanea, \u00e8 l\u2019esercizio necessario al quale ogni interprete deve sottoporsi sia durante il percorso formativo che professionale. Ci obbliga a stare in prima linea, visto che il pubblico si accorge della nostra presenza. Quando lavoriamo come interpreti consecutivisti, non siamo solo una voce, ma diventiamo parte attiva, in carne ed ossa, del processo comunicativo interlinguistico in atto.","og_url":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/limpresa-faraonica-dellinterprete-la-consecutiva\/","og_site_name":"Sergio Paris","article_published_time":"2022-09-08T12:42:36+00:00","og_image":[{"width":723,"height":521,"url":"https:\/\/www.sergioparis.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Horembeb.png","type":"image\/png"}],"author":"Sergio Paris","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Verfasst von":"Sergio Paris","Gesch\u00e4tzte Lesezeit":"5\u00a0Minuten"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/limpresa-faraonica-dellinterprete-la-consecutiva\/","url":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/limpresa-faraonica-dellinterprete-la-consecutiva\/","name":"L\u2019IMPRESA FARAONICA DELL\u2019INTERPRETE - LA CONSECUTIVA - Sergio Paris","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/#website"},"datePublished":"2022-09-08T12:42:36+00:00","dateModified":"2022-09-08T12:42:36+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/#\/schema\/person\/208882325827ec8accf4dfad6b86ed01"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/limpresa-faraonica-dellinterprete-la-consecutiva\/#breadcrumb"},"inLanguage":"de","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/limpresa-faraonica-dellinterprete-la-consecutiva\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/limpresa-faraonica-dellinterprete-la-consecutiva\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"L\u2019IMPRESA FARAONICA DELL\u2019INTERPRETE &#8211; LA CONSECUTIVA"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/#website","url":"https:\/\/www.sergioparis.it\/","name":"Sergio Paris","description":"Just another WordPress site","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.sergioparis.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"de"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/#\/schema\/person\/208882325827ec8accf4dfad6b86ed01","name":"Sergio Paris","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"de","@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/812b9900426c9e971e9ea2561bc0096a?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/812b9900426c9e971e9ea2561bc0096a?s=96&d=mm&r=g","caption":"Sergio Paris"},"url":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/author\/wftuser\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5369"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5369"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5369\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5371,"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5369\/revisions\/5371"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5365"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5369"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5369"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5369"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}