{"id":5101,"date":"2020-12-22T17:54:09","date_gmt":"2020-12-22T17:54:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sergioparis.it\/2020-uno-sguardo-al-passato-al-presente-e-al-futuro\/"},"modified":"2020-12-23T12:00:02","modified_gmt":"2020-12-23T12:00:02","slug":"2020-uno-sguardo-al-passato-al-presente-e-al-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/2020-uno-sguardo-al-passato-al-presente-e-al-futuro\/","title":{"rendered":"2020: UNO SGUARDO AL PASSATO, AL PRESENTE E AL FUTURO"},"content":{"rendered":"\n<p>Da quando ho iniziato a scrivere questo blog, non avevo ancora affrontato in maniera diretta la sfida che ci troviamo di fronte oramai da mesi a livello mondiale: la pandemia di covid-19. Sembra doveroso parlarne all&#8217;interno di questa mia nuova vetrina narrativa inaugurata, tra l&#8217;altro, proprio nel momento in cui ci siamo trovati sommersi nella prima ondata pandemica. Pi\u00f9 che parlare della pandemia in s\u00e9 e dei suoi risvolti in tutti gli aspetti della nostra vita sociale, di cui si \u00e8 gi\u00e0 lungamente discusso in tutti i versanti, vorrei fare un bilancio della mia professione che, come per ognuno di noi, \u00e8 stata profondamente segnata da questa emergenza sanitaria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em><u>Uno sguardo al passato<\/u><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il mio 2020, sin dall&#8217;inizio, si era mostrato gi\u00e0 abbastanza promettente con alle spalle un 2019 davvero buono sia in termini di fatturato che di qualit\u00e0 degli incarichi svolti. Nel 2019 aveva iniziato a consolidarsi sempre pi\u00f9 il taglio che negli ultimi 7\/8 anni avevo deciso di dare alla mia professione. Il fatturato relativo agli incarichi di interpretariato era oramai sempre pi\u00f9 preponderante con molti appuntamenti fissi sia in termini di convegni, eventi che di corsi di formazione tecnica. Gli incarichi di traduzione, tuttavia, non si sono fatti desiderare, in quanto oramai dopo quasi 20 anni sul campo alcuni settori sono diventati parte di me e alcuni clienti tedeschi e svizzeri, soprattutto, non possono pi\u00f9 fare a meno della mia collaborazione. Insomma, un 2019 frutto di un lungo periodo di semina, i cui effetti benefici si lasciavano percepire almeno fino agli inizi di marzo 2020.<\/p>\n\n\n\n<p><em><u>Uno sguardo al presente<\/u><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dal mese di marzo in poi, quando oramai era sempre pi\u00f9 evidente lo stato di calamit\u00e0 sanitaria in cui ci trovavamo con la conseguente chiusura di quasi tutti i settori economici, il lavoro da interprete sembrava essere stato congelato, per cos\u00ec dire, tanto che si iniziarono a ricevere cancellazioni di servizi gi\u00e0 confermati, fino allo stallo pi\u00f9 completo; tanto che, a un certo punto, non ho pi\u00f9 ricevuto richieste di servizi di interpretariato.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo la cosiddetta modalit\u00e0 da remoto, ovvero il &#8220;Remote Simultaneous Interpreting&#8221; (RSI) nel mio mercato non ha avuto il successo sperato per una serie di motivazioni. La mia clientela ha deciso di rimandare l&#8217;evento e non di passare alle piattaforme per il servizio di interpretazione simultanea da remoto. Come tutti i colleghi, anch&#8217;io mi sono organizzato frequentando corsi di formazione e leggendo molto sulle varie modalit\u00e0 presenti sul mercato per lavorare a distanza anche come interprete, modalit\u00e0 con la quale avevo sporadicamente gi\u00e0 lavorato in passato. Il mio mercato fatto di visite aziendali e corsi tecnici in loco e\/o presso macchinari difficilmente poteva essere conciliabile con le nuove piattaforme. Premesso ci\u00f2, posso dire che, nonostante il blocco forzato del settore dei convegni e degli eventi, non sono rimasto con le mani in mano. L&#8217;altra parte fondamentale della mia professione, ovvero il settore delle traduzioni, non si \u00e8 fermato affatto e ho avuto la fortuna di tradurre progetti davvero molto interessanti, in particolare per quei mercati in cui la prima ondata della pandemia non \u00e8 stata cos\u00ec violenta come da noi in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Dai mesi estivi in poi sono iniziati ad arrivarmi anche alcuni servizi da remoto che mi hanno fatto riassaporare, dopo alcuni mesi, il piacere di tornare a lavorare come interprete. Tuttavia, almeno per me, non c&#8217;\u00e8 una regolarit\u00e0 e con tutta franchezza non posso dire che la modalit\u00e0 da remoto abbia sopperito in maniera soddisfacente alla mancanza improvvisa di lavori di interpretariato verificatasi sin dai primissimi mesi dell&#8217;emergenza sanitaria. Molti colleghi e alcune associazioni di categoria hanno messo ben in evidenza i pro e i contro della nuova modalit\u00e0 di lavoro. Posso confermare anche io che non credo sia possibile garantire la stessa qualit\u00e0 di prima per tutta una serie di motivi facilmente intuibili. Lavorare da remoto implica uno sforzo mentale doppio che in una normale situazione in presenza, sperando che le condizioni tecniche (audio, video, rete, ecc.) siano dalla nostra parte.<\/p>\n\n\n\n<p><em><u>Uno sguardo al futuro<\/u><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Arrivati a fine anno, quando abbiamo capito che la pandemia ci far\u00e0 compagnia ancora per buona parte del 2021 oramai alle porte, sembra opportuno fare un bilancio di un anno che non necessariamente \u00e8 da buttare via. Il mio fatturato ha risentito molto della crisi economica causata dalla pandemia di covid-19, ma tutto sommato sono riuscito a reggermi a galla e a sviluppare una buona dose di pazienza che all&#8217;inizio dell&#8217;emergenza sanitaria probabilmente nessuno di noi pensava di poter avere. Ci sono stati molti momenti di profondo sconforto e ogni tanto fanno capolino tuttora. Come dicevo, non \u00e8 stato un anno totalmente perso, perch\u00e9 le difficolt\u00e0 che mi sono trovato davanti mi hanno fatto capire che forse c&#8217;\u00e8 bisogno di linfa nuova tra la mia clientela, che forse dobbiamo smettere di forzare i tempi e sperare che arrivi dal cielo la panacea di tutti i mali. Occorre reagire e trovare nuovi canali. Il mondo sta cambiando e noi con esso, sarebbe sciocco e illusorio pensare che quando tutto questo sar\u00e0 finito, il mondo torner\u00e0 ad essere quello di prima e che tutto questo non abbia lasciato una minima traccia sia nella nostra persona (a livello psichico ed emotivo) che nella nostra vita professionale. <\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo continuer\u00e0 a confrontarsi e la comunicazione sta diventando ora pi\u00f9 che mai sempre pi\u00f9 imprescindibile. Di interpreti e traduttori ci sar\u00e0 sempre pi\u00f9 bisogno; di questo sono pi\u00f9 che convinto. Si tratta di allenare bene una &#8220;competenza&#8221; fondamentale che abbiamo dovuto necessariamente sviluppare: la resilienza. Come ha scritto Pietro Trabucchi nel suo libro &#8220;Perseverare \u00e8 umano&#8221;: \u201cLa resilienza \u00e8 la&nbsp; capacit\u00e0 di persistere, di far durare la motivazione&nbsp;nonostante gli&nbsp;ostacoli&nbsp;e le&nbsp;difficolt\u00e0.\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Da quando ho iniziato a scrivere questo blog, non avevo ancora affrontato in maniera diretta la sfida che ci troviamo di fronte oramai da mesi a livello mondiale: la pandemia di covid-19. Sembra doveroso parlarne all&#8217;interno di questa mia nuova vetrina narrativa inaugurata, tra l&#8217;altro, proprio nel momento in cui ci siamo trovati sommersi nella prima ondata pandemica. Pi\u00f9 che parlare della pandemia in s\u00e9 e dei suoi risvolti in tutti gli aspetti della nostra vita sociale, di cui si \u00e8 gi\u00e0 lungamente discusso in tutti i versanti, vorrei fare un bilancio della mia professione che, come per ognuno di noi, \u00e8 stata profondamente segnata da questa emergenza sanitaria.&nbsp; Uno sguardo al passato Il mio 2020, sin dall&#8217;inizio, si era mostrato gi\u00e0 abbastanza promettente con alle spalle un 2019 davvero buono sia in termini di fatturato che di qualit\u00e0 degli incarichi svolti. Nel 2019 aveva iniziato a consolidarsi sempre pi\u00f9 il taglio che negli ultimi 7\/8 anni avevo deciso di dare alla mia professione. Il fatturato relativo agli incarichi di interpretariato era oramai sempre pi\u00f9 preponderante con molti appuntamenti fissi sia in termini di convegni, eventi che di corsi di formazione tecnica. Gli incarichi di traduzione, tuttavia, non si sono fatti desiderare, in quanto oramai dopo quasi 20 anni sul campo alcuni settori sono diventati parte di me e alcuni clienti tedeschi e svizzeri, soprattutto, non possono pi\u00f9 fare a meno della mia collaborazione. Insomma, un 2019 frutto di un lungo periodo di semina, i cui effetti benefici si lasciavano percepire almeno fino agli inizi di marzo 2020. Uno sguardo al presente Dal mese di marzo in poi, quando oramai era sempre pi\u00f9 evidente lo stato di calamit\u00e0 sanitaria in cui ci trovavamo con la conseguente chiusura di quasi tutti i settori economici, il lavoro da interprete sembrava essere stato congelato, per cos\u00ec dire, tanto che si iniziarono a ricevere cancellazioni di servizi gi\u00e0 confermati, fino allo stallo pi\u00f9 completo; tanto che, a un certo punto, non ho pi\u00f9 ricevuto richieste di servizi di interpretariato. Purtroppo la cosiddetta modalit\u00e0 da remoto, ovvero il &#8220;Remote Simultaneous Interpreting&#8221; (RSI) nel mio mercato non ha avuto il successo sperato per una serie di motivazioni. La mia clientela ha deciso di rimandare l&#8217;evento e non di passare alle piattaforme per il servizio di interpretazione simultanea da remoto. Come tutti i colleghi, anch&#8217;io mi sono organizzato frequentando corsi di formazione e leggendo molto sulle varie modalit\u00e0 presenti sul mercato per lavorare a distanza anche come interprete, modalit\u00e0 con la quale avevo sporadicamente gi\u00e0 lavorato in passato. Il mio mercato fatto di visite aziendali e corsi tecnici in loco e\/o presso macchinari difficilmente poteva essere conciliabile con le nuove piattaforme. Premesso ci\u00f2, posso dire che, nonostante il blocco forzato del settore dei convegni e degli eventi, non sono rimasto con le mani in mano. L&#8217;altra parte fondamentale della mia professione, ovvero il settore delle traduzioni, non si \u00e8 fermato affatto e ho avuto la fortuna di tradurre progetti davvero molto interessanti, in particolare per quei mercati in cui la prima ondata della pandemia non \u00e8 stata cos\u00ec violenta come da noi in Italia. Dai mesi estivi in poi sono iniziati ad arrivarmi anche alcuni servizi da remoto che mi hanno fatto riassaporare, dopo alcuni mesi, il piacere di tornare a lavorare come interprete. Tuttavia, almeno per me, non c&#8217;\u00e8 una regolarit\u00e0 e con tutta franchezza non posso dire che la modalit\u00e0 da remoto abbia sopperito in maniera soddisfacente alla mancanza improvvisa di lavori di interpretariato verificatasi sin dai primissimi mesi dell&#8217;emergenza sanitaria. Molti colleghi e alcune associazioni di categoria hanno messo ben in evidenza i pro e i contro della nuova modalit\u00e0 di lavoro. Posso confermare anche io che non credo sia possibile garantire la stessa qualit\u00e0 di prima per tutta una serie di motivi facilmente intuibili. Lavorare da remoto implica uno sforzo mentale doppio che in una normale situazione in presenza, sperando che le condizioni tecniche (audio, video, rete, ecc.) siano dalla nostra parte. Uno sguardo al futuro Arrivati a fine anno, quando abbiamo capito che la pandemia ci far\u00e0 compagnia ancora per buona parte del 2021 oramai alle porte, sembra opportuno fare un bilancio di un anno che non necessariamente \u00e8 da buttare via. Il mio fatturato ha risentito molto della crisi economica causata dalla pandemia di covid-19, ma tutto sommato sono riuscito a reggermi a galla e a sviluppare una buona dose di pazienza che all&#8217;inizio dell&#8217;emergenza sanitaria probabilmente nessuno di noi pensava di poter avere. Ci sono stati molti momenti di profondo sconforto e ogni tanto fanno capolino tuttora. Come dicevo, non \u00e8 stato un anno totalmente perso, perch\u00e9 le difficolt\u00e0 che mi sono trovato davanti mi hanno fatto capire che forse c&#8217;\u00e8 bisogno di linfa nuova tra la mia clientela, che forse dobbiamo smettere di forzare i tempi e sperare che arrivi dal cielo la panacea di tutti i mali. Occorre reagire e trovare nuovi canali. Il mondo sta cambiando e noi con esso, sarebbe sciocco e illusorio pensare che quando tutto questo sar\u00e0 finito, il mondo torner\u00e0 ad essere quello di prima e che tutto questo non abbia lasciato una minima traccia sia nella nostra persona (a livello psichico ed emotivo) che nella nostra vita professionale. Il mondo continuer\u00e0 a confrontarsi e la comunicazione sta diventando ora pi\u00f9 che mai sempre pi\u00f9 imprescindibile. Di interpreti e traduttori ci sar\u00e0 sempre pi\u00f9 bisogno; di questo sono pi\u00f9 che convinto. Si tratta di allenare bene una &#8220;competenza&#8221; fondamentale che abbiamo dovuto necessariamente sviluppare: la resilienza. 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Il fatturato relativo agli incarichi di interpretariato era oramai sempre pi\u00f9 preponderante con molti appuntamenti fissi sia in termini di convegni, eventi che di corsi di formazione tecnica. Gli incarichi di traduzione, tuttavia, non si sono fatti desiderare, in quanto oramai dopo quasi 20 anni sul campo alcuni settori sono diventati parte di me e alcuni clienti tedeschi e svizzeri, soprattutto, non possono pi\u00f9 fare a meno della mia collaborazione. Insomma, un 2019 frutto di un lungo periodo di semina, i cui effetti benefici si lasciavano percepire almeno fino agli inizi di marzo 2020. Uno sguardo al presente Dal mese di marzo in poi, quando oramai era sempre pi\u00f9 evidente lo stato di calamit\u00e0 sanitaria in cui ci trovavamo con la conseguente chiusura di quasi tutti i settori economici, il lavoro da interprete sembrava essere stato congelato, per cos\u00ec dire, tanto che si iniziarono a ricevere cancellazioni di servizi gi\u00e0 confermati, fino allo stallo pi\u00f9 completo; tanto che, a un certo punto, non ho pi\u00f9 ricevuto richieste di servizi di interpretariato. Purtroppo la cosiddetta modalit\u00e0 da remoto, ovvero il &#8220;Remote Simultaneous Interpreting&#8221; (RSI) nel mio mercato non ha avuto il successo sperato per una serie di motivazioni. La mia clientela ha deciso di rimandare l&#8217;evento e non di passare alle piattaforme per il servizio di interpretazione simultanea da remoto. Come tutti i colleghi, anch&#8217;io mi sono organizzato frequentando corsi di formazione e leggendo molto sulle varie modalit\u00e0 presenti sul mercato per lavorare a distanza anche come interprete, modalit\u00e0 con la quale avevo sporadicamente gi\u00e0 lavorato in passato. Il mio mercato fatto di visite aziendali e corsi tecnici in loco e\/o presso macchinari difficilmente poteva essere conciliabile con le nuove piattaforme. Premesso ci\u00f2, posso dire che, nonostante il blocco forzato del settore dei convegni e degli eventi, non sono rimasto con le mani in mano. L&#8217;altra parte fondamentale della mia professione, ovvero il settore delle traduzioni, non si \u00e8 fermato affatto e ho avuto la fortuna di tradurre progetti davvero molto interessanti, in particolare per quei mercati in cui la prima ondata della pandemia non \u00e8 stata cos\u00ec violenta come da noi in Italia. Dai mesi estivi in poi sono iniziati ad arrivarmi anche alcuni servizi da remoto che mi hanno fatto riassaporare, dopo alcuni mesi, il piacere di tornare a lavorare come interprete. Tuttavia, almeno per me, non c&#8217;\u00e8 una regolarit\u00e0 e con tutta franchezza non posso dire che la modalit\u00e0 da remoto abbia sopperito in maniera soddisfacente alla mancanza improvvisa di lavori di interpretariato verificatasi sin dai primissimi mesi dell&#8217;emergenza sanitaria. Molti colleghi e alcune associazioni di categoria hanno messo ben in evidenza i pro e i contro della nuova modalit\u00e0 di lavoro. Posso confermare anche io che non credo sia possibile garantire la stessa qualit\u00e0 di prima per tutta una serie di motivi facilmente intuibili. Lavorare da remoto implica uno sforzo mentale doppio che in una normale situazione in presenza, sperando che le condizioni tecniche (audio, video, rete, ecc.) siano dalla nostra parte. Uno sguardo al futuro Arrivati a fine anno, quando abbiamo capito che la pandemia ci far\u00e0 compagnia ancora per buona parte del 2021 oramai alle porte, sembra opportuno fare un bilancio di un anno che non necessariamente \u00e8 da buttare via. Il mio fatturato ha risentito molto della crisi economica causata dalla pandemia di covid-19, ma tutto sommato sono riuscito a reggermi a galla e a sviluppare una buona dose di pazienza che all&#8217;inizio dell&#8217;emergenza sanitaria probabilmente nessuno di noi pensava di poter avere. Ci sono stati molti momenti di profondo sconforto e ogni tanto fanno capolino tuttora. Come dicevo, non \u00e8 stato un anno totalmente perso, perch\u00e9 le difficolt\u00e0 che mi sono trovato davanti mi hanno fatto capire che forse c&#8217;\u00e8 bisogno di linfa nuova tra la mia clientela, che forse dobbiamo smettere di forzare i tempi e sperare che arrivi dal cielo la panacea di tutti i mali. Occorre reagire e trovare nuovi canali. Il mondo sta cambiando e noi con esso, sarebbe sciocco e illusorio pensare che quando tutto questo sar\u00e0 finito, il mondo torner\u00e0 ad essere quello di prima e che tutto questo non abbia lasciato una minima traccia sia nella nostra persona (a livello psichico ed emotivo) che nella nostra vita professionale. Il mondo continuer\u00e0 a confrontarsi e la comunicazione sta diventando ora pi\u00f9 che mai sempre pi\u00f9 imprescindibile. Di interpreti e traduttori ci sar\u00e0 sempre pi\u00f9 bisogno; di questo sono pi\u00f9 che convinto. Si tratta di allenare bene una &#8220;competenza&#8221; fondamentale che abbiamo dovuto necessariamente sviluppare: la resilienza. 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Il fatturato relativo agli incarichi di interpretariato era oramai sempre pi\u00f9 preponderante con molti appuntamenti fissi sia in termini di convegni, eventi che di corsi di formazione tecnica. Gli incarichi di traduzione, tuttavia, non si sono fatti desiderare, in quanto oramai dopo quasi 20 anni sul campo alcuni settori sono diventati parte di me e alcuni clienti tedeschi e svizzeri, soprattutto, non possono pi\u00f9 fare a meno della mia collaborazione. Insomma, un 2019 frutto di un lungo periodo di semina, i cui effetti benefici si lasciavano percepire almeno fino agli inizi di marzo 2020. Uno sguardo al presente Dal mese di marzo in poi, quando oramai era sempre pi\u00f9 evidente lo stato di calamit\u00e0 sanitaria in cui ci trovavamo con la conseguente chiusura di quasi tutti i settori economici, il lavoro da interprete sembrava essere stato congelato, per cos\u00ec dire, tanto che si iniziarono a ricevere cancellazioni di servizi gi\u00e0 confermati, fino allo stallo pi\u00f9 completo; tanto che, a un certo punto, non ho pi\u00f9 ricevuto richieste di servizi di interpretariato. Purtroppo la cosiddetta modalit\u00e0 da remoto, ovvero il &#8220;Remote Simultaneous Interpreting&#8221; (RSI) nel mio mercato non ha avuto il successo sperato per una serie di motivazioni. La mia clientela ha deciso di rimandare l&#8217;evento e non di passare alle piattaforme per il servizio di interpretazione simultanea da remoto. Come tutti i colleghi, anch&#8217;io mi sono organizzato frequentando corsi di formazione e leggendo molto sulle varie modalit\u00e0 presenti sul mercato per lavorare a distanza anche come interprete, modalit\u00e0 con la quale avevo sporadicamente gi\u00e0 lavorato in passato. Il mio mercato fatto di visite aziendali e corsi tecnici in loco e\/o presso macchinari difficilmente poteva essere conciliabile con le nuove piattaforme. Premesso ci\u00f2, posso dire che, nonostante il blocco forzato del settore dei convegni e degli eventi, non sono rimasto con le mani in mano. L&#8217;altra parte fondamentale della mia professione, ovvero il settore delle traduzioni, non si \u00e8 fermato affatto e ho avuto la fortuna di tradurre progetti davvero molto interessanti, in particolare per quei mercati in cui la prima ondata della pandemia non \u00e8 stata cos\u00ec violenta come da noi in Italia. Dai mesi estivi in poi sono iniziati ad arrivarmi anche alcuni servizi da remoto che mi hanno fatto riassaporare, dopo alcuni mesi, il piacere di tornare a lavorare come interprete. Tuttavia, almeno per me, non c&#8217;\u00e8 una regolarit\u00e0 e con tutta franchezza non posso dire che la modalit\u00e0 da remoto abbia sopperito in maniera soddisfacente alla mancanza improvvisa di lavori di interpretariato verificatasi sin dai primissimi mesi dell&#8217;emergenza sanitaria. Molti colleghi e alcune associazioni di categoria hanno messo ben in evidenza i pro e i contro della nuova modalit\u00e0 di lavoro. Posso confermare anche io che non credo sia possibile garantire la stessa qualit\u00e0 di prima per tutta una serie di motivi facilmente intuibili. Lavorare da remoto implica uno sforzo mentale doppio che in una normale situazione in presenza, sperando che le condizioni tecniche (audio, video, rete, ecc.) siano dalla nostra parte. Uno sguardo al futuro Arrivati a fine anno, quando abbiamo capito che la pandemia ci far\u00e0 compagnia ancora per buona parte del 2021 oramai alle porte, sembra opportuno fare un bilancio di un anno che non necessariamente \u00e8 da buttare via. Il mio fatturato ha risentito molto della crisi economica causata dalla pandemia di covid-19, ma tutto sommato sono riuscito a reggermi a galla e a sviluppare una buona dose di pazienza che all&#8217;inizio dell&#8217;emergenza sanitaria probabilmente nessuno di noi pensava di poter avere. Ci sono stati molti momenti di profondo sconforto e ogni tanto fanno capolino tuttora. Come dicevo, non \u00e8 stato un anno totalmente perso, perch\u00e9 le difficolt\u00e0 che mi sono trovato davanti mi hanno fatto capire che forse c&#8217;\u00e8 bisogno di linfa nuova tra la mia clientela, che forse dobbiamo smettere di forzare i tempi e sperare che arrivi dal cielo la panacea di tutti i mali. Occorre reagire e trovare nuovi canali. Il mondo sta cambiando e noi con esso, sarebbe sciocco e illusorio pensare che quando tutto questo sar\u00e0 finito, il mondo torner\u00e0 ad essere quello di prima e che tutto questo non abbia lasciato una minima traccia sia nella nostra persona (a livello psichico ed emotivo) che nella nostra vita professionale. Il mondo continuer\u00e0 a confrontarsi e la comunicazione sta diventando ora pi\u00f9 che mai sempre pi\u00f9 imprescindibile. Di interpreti e traduttori ci sar\u00e0 sempre pi\u00f9 bisogno; di questo sono pi\u00f9 che convinto. Si tratta di allenare bene una &#8220;competenza&#8221; fondamentale che abbiamo dovuto necessariamente sviluppare: la resilienza. Come ha scritto Pietro Trabucchi nel suo libro &#8220;Perseverare \u00e8 umano&#8221;: \u201cLa resilienza \u00e8 la&nbsp; capacit\u00e0 di persistere, di far durare la motivazione&nbsp;nonostante gli&nbsp;ostacoli&nbsp;e le&nbsp;difficolt\u00e0.\u201d","og_url":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/2020-uno-sguardo-al-passato-al-presente-e-al-futuro\/","og_site_name":"Sergio Paris","article_published_time":"2020-12-22T17:54:09+00:00","article_modified_time":"2020-12-23T12:00:02+00:00","og_image":[{"width":1300,"height":892,"url":"https:\/\/www.sergioparis.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/74133874-vista-posteriore-di-un-uomo-in-piedi-contro-un-panorama-della-citta-con-una-rete-nel-cielo-immagine-to.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Sergio Paris","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Verfasst von":"Sergio Paris","Gesch\u00e4tzte Lesezeit":"5\u00a0Minuten"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/2020-uno-sguardo-al-passato-al-presente-e-al-futuro\/","url":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/2020-uno-sguardo-al-passato-al-presente-e-al-futuro\/","name":"2020: UNO SGUARDO AL PASSATO, AL PRESENTE E AL FUTURO - Sergio Paris","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/#website"},"datePublished":"2020-12-22T17:54:09+00:00","dateModified":"2020-12-23T12:00:02+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/#\/schema\/person\/208882325827ec8accf4dfad6b86ed01"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/2020-uno-sguardo-al-passato-al-presente-e-al-futuro\/#breadcrumb"},"inLanguage":"de","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/2020-uno-sguardo-al-passato-al-presente-e-al-futuro\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/2020-uno-sguardo-al-passato-al-presente-e-al-futuro\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"2020: UNO SGUARDO AL PASSATO, AL PRESENTE E AL FUTURO"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/#website","url":"https:\/\/www.sergioparis.it\/","name":"Sergio Paris","description":"Just another WordPress site","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.sergioparis.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"de"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/#\/schema\/person\/208882325827ec8accf4dfad6b86ed01","name":"Sergio Paris","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"de","@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/812b9900426c9e971e9ea2561bc0096a?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/812b9900426c9e971e9ea2561bc0096a?s=96&d=mm&r=g","caption":"Sergio Paris"},"url":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/author\/wftuser\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5101"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5101"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5101\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5111,"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5101\/revisions\/5111"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5098"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5101"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5101"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5101"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}