{"id":4984,"date":"2020-09-01T14:25:02","date_gmt":"2020-09-01T14:25:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sergioparis.it\/le-cinque-lezioni-che-un-interprete-puo-dare-a-un-traduttore\/"},"modified":"2020-09-02T05:41:25","modified_gmt":"2020-09-02T05:41:25","slug":"le-cinque-lezioni-che-un-interprete-puo-dare-a-un-traduttore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/le-cinque-lezioni-che-un-interprete-puo-dare-a-un-traduttore\/","title":{"rendered":"LE CINQUE LEZIONI CHE UN INTERPRETE PU\u00d2 DARE A UN TRADUTTORE"},"content":{"rendered":"\n<p>Tutti noi sappiamo che il traduttore e l&#8217;interprete, seppur operando entrambi nel settore dei servizi linguistici, sono due mestieri diversi. Molta della letteratura settoriale sia in ambito accademico e non solo si \u00e8 occupata di definire nel tempo e nelle varie sfaccettature i ruoli e le funzioni principali di entrambe queste figure. Volendo semplificare, possiamo dire che le differenze fondamentali sono essenzialmente due: il traduttore si occupa di testi scritti, mentre l&#8217;interprete opera in ambiti in cui viene utilizzata la lingua orale. Inoltre, il traduttore lavora in un luogo ben definito che pu\u00f2 essere da casa (home office) o all&#8217;interno di un&#8217;agenzia di traduzioni e comunque quasi sempre nello stesso luogo. L&#8217;interprete, invece, cambia ogni volta sede di lavoro e, a meno che non debba prepararsi per un servizio o svolgere l&#8217;usuale lavoro d&#8217;ufficio, si trova ogni giorno a lavorare in luoghi diversi (vi consiglio a tal proposito la lettura di questo mio <a href=\"https:\/\/www.sergioparis.it\/il-lavoro-dellinterprete-una-professione-molteplici-contesti\/\">articolo<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Molti di noi, me compreso, svolgono regolarmente entrambe le attivit\u00e0 e forse non a tutti \u00e8 mai venuto pensato che anche se si tratta di due mestieri diversi, che presuppongono competenze talvolta diametralmente opposte, questi ruoli possono convivere perfettamente nello stesso professionista, perch\u00e9 l&#8217;interprete pu\u00f2 dare qualcosa al traduttore e viceversa. <\/p>\n\n\n\n<p>In questo articolo mi concentrer\u00f2 su ci\u00f2 che un interprete pu\u00f2 insegnare a un traduttore e, in base alla mia esperienza, ho individuato almeno cinque punti in cui l&#8217; interprete che \u00e8 in voi pu\u00f2 dare un valore aggiunto al vostro lavoro di traduttore. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>1. Improvvisazione <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il traduttore, si sa, a volte riflette pi\u00f9 a lungo sulle parole da adottare. Pu\u00f2 capitare che si trovi a dover riscrivere da capo la traduzione svolta o parti di essa. L&#8217;interprete non ha questa possibilit\u00e0, non pu\u00f2. A meno che non debba correggersi per un errore, una svista, \u00e8 obbligato a seguire il flusso del discorso. La sua capacit\u00e0 di memorizzazione delle informazioni da tradurre non gli permette di esitare troppo. Qualche volta, anzi spesso, deve improvvisare. E se anche il traduttore sviluppasse questa competenza anche solo per redigere una bozza della sua traduzione? Magari scoprirebbe felicemente che da quell&#8217;attimo di istintiva immediatezza \u00e8 venuta fuori la soluzione perfetta che, se avesse esitato ancora un po&#8217;, forse si sarebbe fatta attendere pi\u00f9 del previsto. L&#8217;improvvisazione ti obbliga a prendere subito una decisione e con l&#8217;andare del tempo ti rendi conto che nella maggior parte dei casi, la prima soluzione che viene in mente \u00e8 proprio quella giusta. A me capita quasi sempre.                                                                                                                                                                                                                                             <\/p>\n\n\n\n<p><strong>2. Interazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il traduttore spesso lavora in solitudine, ha poco scambio con il mondo   esterno. L&#8217;interprete, al contrario, in cabina o a fianco del cliente, ha la possibilit\u00e0 di interagire con un collega, con il committente, anche e non solo per dubbi terminologici. \u00c8 in queste situazioni che si possono sviluppare vere e proprie interazioni decisamente pi\u00f9 rapide, arricchenti e proficue della richiesta di aiuto terminologico in una piattaforma dedicata o in un gruppo social. Sono anni oramai che per richieste di aiuto dal punto di vista lessicale e non solo mi rivolgo direttamente, seppur tramite messaggi privati, ai miei colleghi di fiducia con i quali nel corso degli anni si \u00e8 sviluppata una certa empatia. \u00c8 grazie a queste interazioni che ho imparato molte cose nuove del nostro mestiere. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>3. Pragmatismo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un traduttore a volte non vorrebbe mai consegnare, perch\u00e9 trova sempre qualcosa nei propri testi &nbsp;che non va, un passaggio da migliorare, il layout da perfezionare. L&#8217;interprete deve necessariamente mostrare un buon livello di pragmatismo e capire subito come tenere il passo di un oratore piuttosto  ostico. Deve essere pragmatico e capire come approcciare il testo orale e mettere da parte quella dose di perfezionismo che spesso ci ostacola ad arrivare al punto nei tempi che purtroppo ci vengono imposti. Molti lavori di traduzione, soprattutto agli inizi della mia carriera, che in corso d&#8217;opera non ritenevo adatti al mio livello di preparazione, si sono poi rivelati eseguiti a regola d&#8217;arte, cosa di cui mi  rendevo conto alla lettura finale prima della consegna. E questo grazie a quel pragmatismo che un interprete deve necessariamente sviluppare durante l&#8217;esercizio della propria professione. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>4. Decoro personale<\/strong><em> <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Uno degli aspetti che ho apprezzato di pi\u00f9 del mio lavoro di interprete \u00e8 la cura del proprio aspetto mentre si \u00e8 al lavoro. Si dice sempre che il traduttore, lavorando da casa, spesso resti direttamente in pigiama. Questa \u00e8 un&#8217;immagine che ho sempre cercato di non rappresentare, anche quando agli inizi trascorrevo pi\u00f9 tempo in ufficio che in giro. In ufficio non lavoro in giacca e cravatta, s&#8217;intenda, ma tendo a mantenere un buon livello di decoro personale e soprattutto ad avere una stanza dedicata solo ed esclusivamente allo svolgimento del mio lavoro. Qualora un cliente avesse bisogno di parlarmi di persona e venire a trovarmi, credo sia giusto potermi incontrare in un luogo accogliente e con un &nbsp;aspetto presentabile. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>5. Flessibilit\u00e0 mentale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sia il traduttore che l&#8217;interprete sono figure in cui si presuppone un altissimo livello di flessibilit\u00e0 mentale. L&#8217;interprete \u00e8 delle due la professione che sviluppa questa abilit\u00e0 in maniera esponenziale, vuoi per la flessibilit\u00e0 innanzitutto fisica, vuoi per la variet\u00e0 di argomenti che \u00e8 chiamato ad affrontare, a volte anche nell&#8217;ambito dello stesso incarico. La flessibilit\u00e0 mentale \u00e8 il pi\u00f9 grande regalo che la mia identit\u00e0 di interprete trasmette &nbsp;inconsapevolmente alla mia identit\u00e0 di traduttore. <\/p>\n\n\n\n<p>E voi? Siete d&#8217;accordo? Credete\nci possano essere altri aspetti fondamentali che un interprete pu\u00f2 trasmettere a\nun traduttore? Anche voi come me credete che queste due figure si compenetrino\nnello svolgimento delle proprie funzioni?<\/p>\n\n\n\n<p>Mi piacerebbe leggere le vostre opinioni e i vostri punti di vista. Tornate a trovarmi presto, perch\u00e9 prossimamente parler\u00f2, invece, delle lezioni che un traduttore pu\u00f2 dare a un interprete, perch\u00e9 lo scambio tra queste due professioni \u00e8 continuo ed estremamente stimolante. <\/p>\n\n\n\n<p>  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tutti noi sappiamo che il traduttore e l&#8217;interprete, seppur operando entrambi nel settore dei servizi linguistici, sono due mestieri diversi. Molta della letteratura settoriale sia in ambito accademico e non solo si \u00e8 occupata di definire nel tempo e nelle varie sfaccettature i ruoli e le funzioni principali di entrambe queste figure. Volendo semplificare, possiamo dire che le differenze fondamentali sono essenzialmente due: il traduttore si occupa di testi scritti, mentre l&#8217;interprete opera in ambiti in cui viene utilizzata la lingua orale. Inoltre, il traduttore lavora in un luogo ben definito che pu\u00f2 essere da casa (home office) o all&#8217;interno di un&#8217;agenzia di traduzioni e comunque quasi sempre nello stesso luogo. L&#8217;interprete, invece, cambia ogni volta sede di lavoro e, a meno che non debba prepararsi per un servizio o svolgere l&#8217;usuale lavoro d&#8217;ufficio, si trova ogni giorno a lavorare in luoghi diversi (vi consiglio a tal proposito la lettura di questo mio articolo). Molti di noi, me compreso, svolgono regolarmente entrambe le attivit\u00e0 e forse non a tutti \u00e8 mai venuto pensato che anche se si tratta di due mestieri diversi, che presuppongono competenze talvolta diametralmente opposte, questi ruoli possono convivere perfettamente nello stesso professionista, perch\u00e9 l&#8217;interprete pu\u00f2 dare qualcosa al traduttore e viceversa. In questo articolo mi concentrer\u00f2 su ci\u00f2 che un interprete pu\u00f2 insegnare a un traduttore e, in base alla mia esperienza, ho individuato almeno cinque punti in cui l&#8217; interprete che \u00e8 in voi pu\u00f2 dare un valore aggiunto al vostro lavoro di traduttore. 1. Improvvisazione Il traduttore, si sa, a volte riflette pi\u00f9 a lungo sulle parole da adottare. Pu\u00f2 capitare che si trovi a dover riscrivere da capo la traduzione svolta o parti di essa. L&#8217;interprete non ha questa possibilit\u00e0, non pu\u00f2. A meno che non debba correggersi per un errore, una svista, \u00e8 obbligato a seguire il flusso del discorso. La sua capacit\u00e0 di memorizzazione delle informazioni da tradurre non gli permette di esitare troppo. Qualche volta, anzi spesso, deve improvvisare. E se anche il traduttore sviluppasse questa competenza anche solo per redigere una bozza della sua traduzione? Magari scoprirebbe felicemente che da quell&#8217;attimo di istintiva immediatezza \u00e8 venuta fuori la soluzione perfetta che, se avesse esitato ancora un po&#8217;, forse si sarebbe fatta attendere pi\u00f9 del previsto. L&#8217;improvvisazione ti obbliga a prendere subito una decisione e con l&#8217;andare del tempo ti rendi conto che nella maggior parte dei casi, la prima soluzione che viene in mente \u00e8 proprio quella giusta. A me capita quasi sempre. 2. Interazione Il traduttore spesso lavora in solitudine, ha poco scambio con il mondo esterno. L&#8217;interprete, al contrario, in cabina o a fianco del cliente, ha la possibilit\u00e0 di interagire con un collega, con il committente, anche e non solo per dubbi terminologici. \u00c8 in queste situazioni che si possono sviluppare vere e proprie interazioni decisamente pi\u00f9 rapide, arricchenti e proficue della richiesta di aiuto terminologico in una piattaforma dedicata o in un gruppo social. Sono anni oramai che per richieste di aiuto dal punto di vista lessicale e non solo mi rivolgo direttamente, seppur tramite messaggi privati, ai miei colleghi di fiducia con i quali nel corso degli anni si \u00e8 sviluppata una certa empatia. \u00c8 grazie a queste interazioni che ho imparato molte cose nuove del nostro mestiere. 3. Pragmatismo Un traduttore a volte non vorrebbe mai consegnare, perch\u00e9 trova sempre qualcosa nei propri testi &nbsp;che non va, un passaggio da migliorare, il layout da perfezionare. L&#8217;interprete deve necessariamente mostrare un buon livello di pragmatismo e capire subito come tenere il passo di un oratore piuttosto ostico. Deve essere pragmatico e capire come approcciare il testo orale e mettere da parte quella dose di perfezionismo che spesso ci ostacola ad arrivare al punto nei tempi che purtroppo ci vengono imposti. Molti lavori di traduzione, soprattutto agli inizi della mia carriera, che in corso d&#8217;opera non ritenevo adatti al mio livello di preparazione, si sono poi rivelati eseguiti a regola d&#8217;arte, cosa di cui mi rendevo conto alla lettura finale prima della consegna. E questo grazie a quel pragmatismo che un interprete deve necessariamente sviluppare durante l&#8217;esercizio della propria professione. 4. Decoro personale Uno degli aspetti che ho apprezzato di pi\u00f9 del mio lavoro di interprete \u00e8 la cura del proprio aspetto mentre si \u00e8 al lavoro. Si dice sempre che il traduttore, lavorando da casa, spesso resti direttamente in pigiama. Questa \u00e8 un&#8217;immagine che ho sempre cercato di non rappresentare, anche quando agli inizi trascorrevo pi\u00f9 tempo in ufficio che in giro. In ufficio non lavoro in giacca e cravatta, s&#8217;intenda, ma tendo a mantenere un buon livello di decoro personale e soprattutto ad avere una stanza dedicata solo ed esclusivamente allo svolgimento del mio lavoro. Qualora un cliente avesse bisogno di parlarmi di persona e venire a trovarmi, credo sia giusto potermi incontrare in un luogo accogliente e con un &nbsp;aspetto presentabile. 5. Flessibilit\u00e0 mentale Sia il traduttore che l&#8217;interprete sono figure in cui si presuppone un altissimo livello di flessibilit\u00e0 mentale. L&#8217;interprete \u00e8 delle due la professione che sviluppa questa abilit\u00e0 in maniera esponenziale, vuoi per la flessibilit\u00e0 innanzitutto fisica, vuoi per la variet\u00e0 di argomenti che \u00e8 chiamato ad affrontare, a volte anche nell&#8217;ambito dello stesso incarico. La flessibilit\u00e0 mentale \u00e8 il pi\u00f9 grande regalo che la mia identit\u00e0 di interprete trasmette &nbsp;inconsapevolmente alla mia identit\u00e0 di traduttore. E voi? Siete d&#8217;accordo? Credete ci possano essere altri aspetti fondamentali che un interprete pu\u00f2 trasmettere a un traduttore? Anche voi come me credete che queste due figure si compenetrino nello svolgimento delle proprie funzioni? Mi piacerebbe leggere le vostre opinioni e i vostri punti di vista. Tornate a trovarmi presto, perch\u00e9 prossimamente parler\u00f2, invece, delle lezioni che un traduttore pu\u00f2 dare a un interprete, perch\u00e9 lo scambio tra queste due professioni \u00e8 continuo ed estremamente stimolante.","protected":false},"author":1,"featured_media":4977,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[51,62],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v19.14 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>LE CINQUE LEZIONI CHE UN INTERPRETE PU\u00d2 DARE A UN TRADUTTORE - Sergio Paris<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/le-cinque-lezioni-che-un-interprete-puo-dare-a-un-traduttore\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"de_DE\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"LE CINQUE LEZIONI CHE UN INTERPRETE PU\u00d2 DARE A UN TRADUTTORE - Sergio Paris\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Tutti noi sappiamo che il traduttore e l&#8217;interprete, seppur operando entrambi nel settore dei servizi linguistici, sono due mestieri diversi. Molta della letteratura settoriale sia in ambito accademico e non solo si \u00e8 occupata di definire nel tempo e nelle varie sfaccettature i ruoli e le funzioni principali di entrambe queste figure. Volendo semplificare, possiamo dire che le differenze fondamentali sono essenzialmente due: il traduttore si occupa di testi scritti, mentre l&#8217;interprete opera in ambiti in cui viene utilizzata la lingua orale. Inoltre, il traduttore lavora in un luogo ben definito che pu\u00f2 essere da casa (home office) o all&#8217;interno di un&#8217;agenzia di traduzioni e comunque quasi sempre nello stesso luogo. L&#8217;interprete, invece, cambia ogni volta sede di lavoro e, a meno che non debba prepararsi per un servizio o svolgere l&#8217;usuale lavoro d&#8217;ufficio, si trova ogni giorno a lavorare in luoghi diversi (vi consiglio a tal proposito la lettura di questo mio articolo). Molti di noi, me compreso, svolgono regolarmente entrambe le attivit\u00e0 e forse non a tutti \u00e8 mai venuto pensato che anche se si tratta di due mestieri diversi, che presuppongono competenze talvolta diametralmente opposte, questi ruoli possono convivere perfettamente nello stesso professionista, perch\u00e9 l&#8217;interprete pu\u00f2 dare qualcosa al traduttore e viceversa. In questo articolo mi concentrer\u00f2 su ci\u00f2 che un interprete pu\u00f2 insegnare a un traduttore e, in base alla mia esperienza, ho individuato almeno cinque punti in cui l&#8217; interprete che \u00e8 in voi pu\u00f2 dare un valore aggiunto al vostro lavoro di traduttore. 1. Improvvisazione Il traduttore, si sa, a volte riflette pi\u00f9 a lungo sulle parole da adottare. Pu\u00f2 capitare che si trovi a dover riscrivere da capo la traduzione svolta o parti di essa. L&#8217;interprete non ha questa possibilit\u00e0, non pu\u00f2. A meno che non debba correggersi per un errore, una svista, \u00e8 obbligato a seguire il flusso del discorso. La sua capacit\u00e0 di memorizzazione delle informazioni da tradurre non gli permette di esitare troppo. Qualche volta, anzi spesso, deve improvvisare. E se anche il traduttore sviluppasse questa competenza anche solo per redigere una bozza della sua traduzione? Magari scoprirebbe felicemente che da quell&#8217;attimo di istintiva immediatezza \u00e8 venuta fuori la soluzione perfetta che, se avesse esitato ancora un po&#8217;, forse si sarebbe fatta attendere pi\u00f9 del previsto. L&#8217;improvvisazione ti obbliga a prendere subito una decisione e con l&#8217;andare del tempo ti rendi conto che nella maggior parte dei casi, la prima soluzione che viene in mente \u00e8 proprio quella giusta. A me capita quasi sempre. 2. Interazione Il traduttore spesso lavora in solitudine, ha poco scambio con il mondo esterno. L&#8217;interprete, al contrario, in cabina o a fianco del cliente, ha la possibilit\u00e0 di interagire con un collega, con il committente, anche e non solo per dubbi terminologici. \u00c8 in queste situazioni che si possono sviluppare vere e proprie interazioni decisamente pi\u00f9 rapide, arricchenti e proficue della richiesta di aiuto terminologico in una piattaforma dedicata o in un gruppo social. Sono anni oramai che per richieste di aiuto dal punto di vista lessicale e non solo mi rivolgo direttamente, seppur tramite messaggi privati, ai miei colleghi di fiducia con i quali nel corso degli anni si \u00e8 sviluppata una certa empatia. \u00c8 grazie a queste interazioni che ho imparato molte cose nuove del nostro mestiere. 3. Pragmatismo Un traduttore a volte non vorrebbe mai consegnare, perch\u00e9 trova sempre qualcosa nei propri testi &nbsp;che non va, un passaggio da migliorare, il layout da perfezionare. L&#8217;interprete deve necessariamente mostrare un buon livello di pragmatismo e capire subito come tenere il passo di un oratore piuttosto ostico. Deve essere pragmatico e capire come approcciare il testo orale e mettere da parte quella dose di perfezionismo che spesso ci ostacola ad arrivare al punto nei tempi che purtroppo ci vengono imposti. Molti lavori di traduzione, soprattutto agli inizi della mia carriera, che in corso d&#8217;opera non ritenevo adatti al mio livello di preparazione, si sono poi rivelati eseguiti a regola d&#8217;arte, cosa di cui mi rendevo conto alla lettura finale prima della consegna. E questo grazie a quel pragmatismo che un interprete deve necessariamente sviluppare durante l&#8217;esercizio della propria professione. 4. Decoro personale Uno degli aspetti che ho apprezzato di pi\u00f9 del mio lavoro di interprete \u00e8 la cura del proprio aspetto mentre si \u00e8 al lavoro. Si dice sempre che il traduttore, lavorando da casa, spesso resti direttamente in pigiama. Questa \u00e8 un&#8217;immagine che ho sempre cercato di non rappresentare, anche quando agli inizi trascorrevo pi\u00f9 tempo in ufficio che in giro. In ufficio non lavoro in giacca e cravatta, s&#8217;intenda, ma tendo a mantenere un buon livello di decoro personale e soprattutto ad avere una stanza dedicata solo ed esclusivamente allo svolgimento del mio lavoro. Qualora un cliente avesse bisogno di parlarmi di persona e venire a trovarmi, credo sia giusto potermi incontrare in un luogo accogliente e con un &nbsp;aspetto presentabile. 5. Flessibilit\u00e0 mentale Sia il traduttore che l&#8217;interprete sono figure in cui si presuppone un altissimo livello di flessibilit\u00e0 mentale. L&#8217;interprete \u00e8 delle due la professione che sviluppa questa abilit\u00e0 in maniera esponenziale, vuoi per la flessibilit\u00e0 innanzitutto fisica, vuoi per la variet\u00e0 di argomenti che \u00e8 chiamato ad affrontare, a volte anche nell&#8217;ambito dello stesso incarico. La flessibilit\u00e0 mentale \u00e8 il pi\u00f9 grande regalo che la mia identit\u00e0 di interprete trasmette &nbsp;inconsapevolmente alla mia identit\u00e0 di traduttore. E voi? Siete d&#8217;accordo? Credete ci possano essere altri aspetti fondamentali che un interprete pu\u00f2 trasmettere a un traduttore? Anche voi come me credete che queste due figure si compenetrino nello svolgimento delle proprie funzioni? Mi piacerebbe leggere le vostre opinioni e i vostri punti di vista. Tornate a trovarmi presto, perch\u00e9 prossimamente parler\u00f2, invece, delle lezioni che un traduttore pu\u00f2 dare a un interprete, perch\u00e9 lo scambio tra queste due professioni \u00e8 continuo ed estremamente stimolante.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/le-cinque-lezioni-che-un-interprete-puo-dare-a-un-traduttore\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Sergio Paris\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2020-09-01T14:25:02+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-09-02T05:41:25+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.sergioparis.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/stretta-di-mano.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"695\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"450\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Sergio Paris\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Verfasst von\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Sergio Paris\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Gesch\u00e4tzte Lesezeit\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"5\u00a0Minuten\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/le-cinque-lezioni-che-un-interprete-puo-dare-a-un-traduttore\/\",\"url\":\"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/le-cinque-lezioni-che-un-interprete-puo-dare-a-un-traduttore\/\",\"name\":\"LE CINQUE LEZIONI CHE UN INTERPRETE PU\u00d2 DARE A UN TRADUTTORE - Sergio Paris\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.sergioparis.it\/#website\"},\"datePublished\":\"2020-09-01T14:25:02+00:00\",\"dateModified\":\"2020-09-02T05:41:25+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/www.sergioparis.it\/#\/schema\/person\/208882325827ec8accf4dfad6b86ed01\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/le-cinque-lezioni-che-un-interprete-puo-dare-a-un-traduttore\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"de\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/le-cinque-lezioni-che-un-interprete-puo-dare-a-un-traduttore\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/le-cinque-lezioni-che-un-interprete-puo-dare-a-un-traduttore\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"LE CINQUE LEZIONI CHE UN INTERPRETE PU\u00d2 DARE A UN TRADUTTORE\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.sergioparis.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.sergioparis.it\/\",\"name\":\"Sergio Paris\",\"description\":\"Just another WordPress site\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.sergioparis.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"de\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.sergioparis.it\/#\/schema\/person\/208882325827ec8accf4dfad6b86ed01\",\"name\":\"Sergio Paris\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"de\",\"@id\":\"https:\/\/www.sergioparis.it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/812b9900426c9e971e9ea2561bc0096a?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/812b9900426c9e971e9ea2561bc0096a?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Sergio Paris\"},\"url\":\"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/author\/wftuser\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"LE CINQUE LEZIONI CHE UN INTERPRETE PU\u00d2 DARE A UN TRADUTTORE - Sergio Paris","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/le-cinque-lezioni-che-un-interprete-puo-dare-a-un-traduttore\/","og_locale":"de_DE","og_type":"article","og_title":"LE CINQUE LEZIONI CHE UN INTERPRETE PU\u00d2 DARE A UN TRADUTTORE - Sergio Paris","og_description":"Tutti noi sappiamo che il traduttore e l&#8217;interprete, seppur operando entrambi nel settore dei servizi linguistici, sono due mestieri diversi. Molta della letteratura settoriale sia in ambito accademico e non solo si \u00e8 occupata di definire nel tempo e nelle varie sfaccettature i ruoli e le funzioni principali di entrambe queste figure. Volendo semplificare, possiamo dire che le differenze fondamentali sono essenzialmente due: il traduttore si occupa di testi scritti, mentre l&#8217;interprete opera in ambiti in cui viene utilizzata la lingua orale. Inoltre, il traduttore lavora in un luogo ben definito che pu\u00f2 essere da casa (home office) o all&#8217;interno di un&#8217;agenzia di traduzioni e comunque quasi sempre nello stesso luogo. L&#8217;interprete, invece, cambia ogni volta sede di lavoro e, a meno che non debba prepararsi per un servizio o svolgere l&#8217;usuale lavoro d&#8217;ufficio, si trova ogni giorno a lavorare in luoghi diversi (vi consiglio a tal proposito la lettura di questo mio articolo). Molti di noi, me compreso, svolgono regolarmente entrambe le attivit\u00e0 e forse non a tutti \u00e8 mai venuto pensato che anche se si tratta di due mestieri diversi, che presuppongono competenze talvolta diametralmente opposte, questi ruoli possono convivere perfettamente nello stesso professionista, perch\u00e9 l&#8217;interprete pu\u00f2 dare qualcosa al traduttore e viceversa. In questo articolo mi concentrer\u00f2 su ci\u00f2 che un interprete pu\u00f2 insegnare a un traduttore e, in base alla mia esperienza, ho individuato almeno cinque punti in cui l&#8217; interprete che \u00e8 in voi pu\u00f2 dare un valore aggiunto al vostro lavoro di traduttore. 1. Improvvisazione Il traduttore, si sa, a volte riflette pi\u00f9 a lungo sulle parole da adottare. Pu\u00f2 capitare che si trovi a dover riscrivere da capo la traduzione svolta o parti di essa. L&#8217;interprete non ha questa possibilit\u00e0, non pu\u00f2. A meno che non debba correggersi per un errore, una svista, \u00e8 obbligato a seguire il flusso del discorso. La sua capacit\u00e0 di memorizzazione delle informazioni da tradurre non gli permette di esitare troppo. Qualche volta, anzi spesso, deve improvvisare. E se anche il traduttore sviluppasse questa competenza anche solo per redigere una bozza della sua traduzione? Magari scoprirebbe felicemente che da quell&#8217;attimo di istintiva immediatezza \u00e8 venuta fuori la soluzione perfetta che, se avesse esitato ancora un po&#8217;, forse si sarebbe fatta attendere pi\u00f9 del previsto. L&#8217;improvvisazione ti obbliga a prendere subito una decisione e con l&#8217;andare del tempo ti rendi conto che nella maggior parte dei casi, la prima soluzione che viene in mente \u00e8 proprio quella giusta. A me capita quasi sempre. 2. Interazione Il traduttore spesso lavora in solitudine, ha poco scambio con il mondo esterno. L&#8217;interprete, al contrario, in cabina o a fianco del cliente, ha la possibilit\u00e0 di interagire con un collega, con il committente, anche e non solo per dubbi terminologici. \u00c8 in queste situazioni che si possono sviluppare vere e proprie interazioni decisamente pi\u00f9 rapide, arricchenti e proficue della richiesta di aiuto terminologico in una piattaforma dedicata o in un gruppo social. Sono anni oramai che per richieste di aiuto dal punto di vista lessicale e non solo mi rivolgo direttamente, seppur tramite messaggi privati, ai miei colleghi di fiducia con i quali nel corso degli anni si \u00e8 sviluppata una certa empatia. \u00c8 grazie a queste interazioni che ho imparato molte cose nuove del nostro mestiere. 3. Pragmatismo Un traduttore a volte non vorrebbe mai consegnare, perch\u00e9 trova sempre qualcosa nei propri testi &nbsp;che non va, un passaggio da migliorare, il layout da perfezionare. L&#8217;interprete deve necessariamente mostrare un buon livello di pragmatismo e capire subito come tenere il passo di un oratore piuttosto ostico. Deve essere pragmatico e capire come approcciare il testo orale e mettere da parte quella dose di perfezionismo che spesso ci ostacola ad arrivare al punto nei tempi che purtroppo ci vengono imposti. Molti lavori di traduzione, soprattutto agli inizi della mia carriera, che in corso d&#8217;opera non ritenevo adatti al mio livello di preparazione, si sono poi rivelati eseguiti a regola d&#8217;arte, cosa di cui mi rendevo conto alla lettura finale prima della consegna. E questo grazie a quel pragmatismo che un interprete deve necessariamente sviluppare durante l&#8217;esercizio della propria professione. 4. Decoro personale Uno degli aspetti che ho apprezzato di pi\u00f9 del mio lavoro di interprete \u00e8 la cura del proprio aspetto mentre si \u00e8 al lavoro. Si dice sempre che il traduttore, lavorando da casa, spesso resti direttamente in pigiama. Questa \u00e8 un&#8217;immagine che ho sempre cercato di non rappresentare, anche quando agli inizi trascorrevo pi\u00f9 tempo in ufficio che in giro. In ufficio non lavoro in giacca e cravatta, s&#8217;intenda, ma tendo a mantenere un buon livello di decoro personale e soprattutto ad avere una stanza dedicata solo ed esclusivamente allo svolgimento del mio lavoro. Qualora un cliente avesse bisogno di parlarmi di persona e venire a trovarmi, credo sia giusto potermi incontrare in un luogo accogliente e con un &nbsp;aspetto presentabile. 5. Flessibilit\u00e0 mentale Sia il traduttore che l&#8217;interprete sono figure in cui si presuppone un altissimo livello di flessibilit\u00e0 mentale. L&#8217;interprete \u00e8 delle due la professione che sviluppa questa abilit\u00e0 in maniera esponenziale, vuoi per la flessibilit\u00e0 innanzitutto fisica, vuoi per la variet\u00e0 di argomenti che \u00e8 chiamato ad affrontare, a volte anche nell&#8217;ambito dello stesso incarico. La flessibilit\u00e0 mentale \u00e8 il pi\u00f9 grande regalo che la mia identit\u00e0 di interprete trasmette &nbsp;inconsapevolmente alla mia identit\u00e0 di traduttore. E voi? Siete d&#8217;accordo? Credete ci possano essere altri aspetti fondamentali che un interprete pu\u00f2 trasmettere a un traduttore? Anche voi come me credete che queste due figure si compenetrino nello svolgimento delle proprie funzioni? Mi piacerebbe leggere le vostre opinioni e i vostri punti di vista. Tornate a trovarmi presto, perch\u00e9 prossimamente parler\u00f2, invece, delle lezioni che un traduttore pu\u00f2 dare a un interprete, perch\u00e9 lo scambio tra queste due professioni \u00e8 continuo ed estremamente stimolante.","og_url":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/le-cinque-lezioni-che-un-interprete-puo-dare-a-un-traduttore\/","og_site_name":"Sergio Paris","article_published_time":"2020-09-01T14:25:02+00:00","article_modified_time":"2020-09-02T05:41:25+00:00","og_image":[{"width":695,"height":450,"url":"https:\/\/www.sergioparis.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/stretta-di-mano.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Sergio Paris","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Verfasst von":"Sergio Paris","Gesch\u00e4tzte Lesezeit":"5\u00a0Minuten"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/le-cinque-lezioni-che-un-interprete-puo-dare-a-un-traduttore\/","url":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/le-cinque-lezioni-che-un-interprete-puo-dare-a-un-traduttore\/","name":"LE CINQUE LEZIONI CHE UN INTERPRETE PU\u00d2 DARE A UN TRADUTTORE - Sergio Paris","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/#website"},"datePublished":"2020-09-01T14:25:02+00:00","dateModified":"2020-09-02T05:41:25+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/#\/schema\/person\/208882325827ec8accf4dfad6b86ed01"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/le-cinque-lezioni-che-un-interprete-puo-dare-a-un-traduttore\/#breadcrumb"},"inLanguage":"de","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/le-cinque-lezioni-che-un-interprete-puo-dare-a-un-traduttore\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/le-cinque-lezioni-che-un-interprete-puo-dare-a-un-traduttore\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"LE CINQUE LEZIONI CHE UN INTERPRETE PU\u00d2 DARE A UN TRADUTTORE"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/#website","url":"https:\/\/www.sergioparis.it\/","name":"Sergio Paris","description":"Just another WordPress site","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.sergioparis.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"de"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/#\/schema\/person\/208882325827ec8accf4dfad6b86ed01","name":"Sergio Paris","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"de","@id":"https:\/\/www.sergioparis.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/812b9900426c9e971e9ea2561bc0096a?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/812b9900426c9e971e9ea2561bc0096a?s=96&d=mm&r=g","caption":"Sergio Paris"},"url":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/author\/wftuser\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4984"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4984"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4984\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4999,"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4984\/revisions\/4999"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4977"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4984"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4984"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4984"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}