{"version":"1.0","provider_name":"Sergio Paris","provider_url":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/","author_name":"Sergio Paris","author_url":"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/author\/wftuser\/","title":"L'IMPORTANZA DELLA VETRINA VIRTUALE - Sergio Paris","type":"rich","width":600,"height":338,"html":"<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"VRmudXfuer\"><a href=\"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/limportanza-della-vetrina-virtuale\/\">L&#8217;IMPORTANZA DELLA VETRINA VIRTUALE<\/a><\/blockquote><iframe sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" src=\"https:\/\/www.sergioparis.it\/de\/limportanza-della-vetrina-virtuale\/embed\/#?secret=VRmudXfuer\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8222;L&#8217;IMPORTANZA DELLA VETRINA VIRTUALE&#8220; &#8211; Sergio Paris\" data-secret=\"VRmudXfuer\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" class=\"wp-embedded-content\"><\/iframe><script type=\"text\/javascript\">\n\/* <![CDATA[ *\/\n\/*! This file is auto-generated *\/\n!function(d,l){\"use strict\";l.querySelector&&d.addEventListener&&\"undefined\"!=typeof URL&&(d.wp=d.wp||{},d.wp.receiveEmbedMessage||(d.wp.receiveEmbedMessage=function(e){var t=e.data;if((t||t.secret||t.message||t.value)&&!\/[^a-zA-Z0-9]\/.test(t.secret)){for(var s,r,n,a=l.querySelectorAll('iframe[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),o=l.querySelectorAll('blockquote[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),c=new RegExp(\"^https?:$\",\"i\"),i=0;i<o.length;i++)o[i].style.display=\"none\";for(i=0;i<a.length;i++)s=a[i],e.source===s.contentWindow&&(s.removeAttribute(\"style\"),\"height\"===t.message?(1e3<(r=parseInt(t.value,10))?r=1e3:~~r<200&&(r=200),s.height=r):\"link\"===t.message&&(r=new URL(s.getAttribute(\"src\")),n=new URL(t.value),c.test(n.protocol))&&n.host===r.host&&l.activeElement===s&&(d.top.location.href=t.value))}},d.addEventListener(\"message\",d.wp.receiveEmbedMessage,!1),l.addEventListener(\"DOMContentLoaded\",function(){for(var e,t,s=l.querySelectorAll(\"iframe.wp-embedded-content\"),r=0;r<s.length;r++)(t=(e=s[r]).getAttribute(\"data-secret\"))||(t=Math.random().toString(36).substring(2,12),e.src+=\"#?secret=\"+t,e.setAttribute(\"data-secret\",t)),e.contentWindow.postMessage({message:\"ready\",secret:t},\"*\")},!1)))}(window,document);\n\/* ]]> *\/\n<\/script>\n","thumbnail_url":"https:\/\/www.sergioparis.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/vetrina-online.jpg","thumbnail_width":848,"thumbnail_height":441,"description":"Recentemente mi \u00e8 stata proposta un&#8217;interessante intervista, per condividere la mia esperienza in merito all&#8217;uso dei social media in ambito professionale, alla quale ho partecipato con molto piacere. Non sono un esperto di social media, ma nel corso dei miei quasi 19 anni di esperienza sul campo ho tentato vari approcci per uno degli aspetti che qualsiasi libero professionista non dovrebbe mai trascurare o dare per scontato: il marketing. Per gli interpreti e i traduttori liberi professionisti, ma anche per tutti coloro per i quali il web \u00e8 la principale fonte di lavoro, curare la propria immagine virtuale \u00e8 una condicio sine qua non per affermarsi sul mercato. Quando ho iniziato a svolgere questa professione, ovvero nel 2002, non esistevano ancora i social media, ma internet allora per me non poteva che rappresentare un trampolino di lancio molto invitante, al cui fascino non ho mai saputo resistere. Sarebbe impensabile fare questo lavoro senza una presenza web ben strutturata. Durante l&#8217;intervista, che trovate disponibile in calce a questo articolo insieme alla trascrizione delle domande che mi sono state poste con le relative risposte, ho parlato spesso del concetto di vetrina virtuale. Che cos&#8217;\u00e8 una vetrina? Il concetto di negozio in senso moderno nasce nel 1800 ed era un luogo adibito alla vendita e prima ancora all&#8217;esposizione di merci. \u00c8 in quel periodo che iniziano a comparire le prime insegne. Nel 1827 ci fu la svolta. Iniziarono ad essere prodotte industrialmente grandi vetrate, che presto si diffusero un po\u2019 ovunque e dalle quali scatur\u00ec la brillante idea delle&nbsp;vetrine,&nbsp;in tutto e per tutto simili a quelle attuali in cui ancora oggi viene esposta la merce in vendita. La vetrina e il web Che cosa c&#8217;entra la vetrina con il web? La domanda \u00e8 ovviamente una provocazione. Noi interpreti e traduttori non vendiamo merci, ma servizi. Vendiamo parole orali e scritte. Non vendiamo servizi tangibili, ma credo sia fondamentale renderli concreti, in qualche modo, anche solo con l&#8217;immaginazione. Se un cliente vuole farsi un&#8217;idea di noi, ancor prima di chiederci un preventivo, non sarebbe giusto che possa vederci sul web in bella mostra? Da che mondo \u00e8 mondo, anche l&#8217;occhio vuole la sua parte. Il potere inestimabile della rete Curare la propria immagine e reputazione on line dovrebbe essere una delle nostre priorit\u00e0, se vogliamo che il potenziale cliente scelga noi tra altri concorrenti e soprattutto se vogliamo che il cliente fidato non ci abbandoni, perch\u00e9 ha bisogno di capire chi c&#8217;\u00e8 dietro le mail, visto che i traduttori e non solo, ad esempio, al contrario degli interpreti, non hanno la possibilit\u00e0 di avere un rapporto diretto con lui. Indipendentemente dal fatto se svolgiamo la professione di interprete e\/o traduttore, avere un sito web con degli annessi canali di comunicazione attraverso i social media \u00e8 oramai di fondamentale importanza. Volete saperne di pi\u00f9? Vi invito ad ascoltare e leggere la mia intervista qui di seguito. Presentazione: Siamo qui oggi per fare quattro chiacchiere e conoscere un po\u2019 meglio un altro amico di STL, Sergio Paris. Traduttore e interprete, dall\u2019Umbria alla conquista del mondo, potremmo dire, visto che da Foligno la sua passione per le lingue e le culture straniere, soprattutto germaniche, lo ha spinto a trascorrere svariati periodi all\u2019estero, da Francoforte, a Vienna, a Londra, a Berlino, e potremmo continuare con una sfilza pressoch\u00e9 infinita di luoghi. Dopo una serie di esperienze altrettanto variegate nel mondo della mediazione linguistica \u2013 \u00e8 stato prima corrispondente import-export per un\u2019azienda umbra, poi traduttore tecnico e interprete consecutivista e di tribunale&nbsp;per un\u2019agenzia tedesca, ecc. ecc. \u2013 ha deciso di dedicarsi all\u2019attivit\u00e0 freelance e ormai dal 2002 lavora come interprete di conferenza e traduttore libero professionista per conto di agenzie e clienti diretti in Italia, Germania, Austria, Svizzera, Inghilterra, Paesi Bassi e per&nbsp;altri paesi europei ed extraeuropei. \u00c8 inoltre socio della&nbsp;BD\u00dc, la principale associazione di categoria per interpreti e traduttori in Germania. Il motivo della nostra chiacchierata di oggi, per\u00f2, \u00e8 pi\u00f9 che altro approfondire l\u2019attivit\u00e0, assai ragionata e interessante, e molto proficua dal punto di vista della promozione professionale, che Sergio ha sui social, e in particolare su LinkedIn, una piattaforma che noi professionisti della traduzione forse ancora oggi bistrattiamo un po\u2019, non cogliendone fino in fondo le potenzialit\u00e0. Parliamone un po\u2019 con lui, per conoscerne meglio le dinamiche e i possibili vantaggi. Domanda: Il tuo profilo LinkedIn \u00e8 estremamente curato, completissimo, articolato, dinamico. Si vede come sia frutto di un\u2019attenta strategia e di un processo di affinamento portato avanti negli anni. Come ti sei avvicinato a questo social in particolare, e come hai deciso che poteva diventare uno dei tuoi strumenti di promozione privilegiati? Risposta: Ciao Sabrina, ciao Chiara e ciao a tutti coloro che ci stanno ascoltando. Prima di iniziare vorrei ringraziare sia voi che tutto lo staff per avermi proposto questa intervista e mi allaccio, in questo modo, alla prima domanda, perch\u00e9 grazie a voi ho capito di avere un profilo LinkedIn interessante o comunque degno di nota. Ci tengo a precisare che non sono un esperto di social media e che non ho alla base una strategia specifica. Il mio principio base che mi ha spinto a curare bene il mio profilo qui su LinkedIn e su altre piattaforme \u00e8 che sono letteralmente un maniaco delle presenze web e voglio che siano pi\u00f9 complete e &#8220;pulite&#8221; possibili. Come hai detto tu, ho iniziato nel 2002 e gi\u00e0 allora internet offriva molte possibilit\u00e0 di crescita, oggi nel 2020 abbiamo raggiunto livelli decisamente pi\u00f9 alti. Ho sempre creduto nel potere della &#8220;vetrina virtuale&#8221;, questo grazie anche alle mie origini, visto che sono figlio di commercianti, perch\u00e9 in qualsiasi mercato vige sempre la regola che il cliente deve sempre prima vedere quello che vendi, non pu\u00f2 e non deve fidarsi sulla parola. Beh, i nostri clienti potenziali o consolidati che siano, devono poterci &#8220;cliccare&#8221;, per cos\u00ec dire, visto che la rete \u00e8 la nostra piazza principale. LinkedIn \u00e8 stato il mio ultimo social network che ho iniziato a curare in maniera pi\u00f9 precisa e devo ammettere [&hellip;]"}