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<oembed><version>1.0</version><provider_name>Sergio Paris</provider_name><provider_url>https://www.sergioparis.it/de/</provider_url><author_name>Sergio Paris</author_name><author_url>https://www.sergioparis.it/de/author/wftuser/</author_url><title>COMMUNITY INTERPRETING - Sergio Paris</title><type>rich</type><width>600</width><height>338</height><html>&lt;blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="xG6q9xgVJj"&gt;&lt;a href="https://www.sergioparis.it/de/community-interpreting/"&gt;COMMUNITY INTERPRETING&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;iframe sandbox="allow-scripts" security="restricted" src="https://www.sergioparis.it/de/community-interpreting/embed/#?secret=xG6q9xgVJj" width="600" height="338" title="&#x201E;COMMUNITY INTERPRETING&#x201C; &#x2013; Sergio Paris" data-secret="xG6q9xgVJj" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" class="wp-embedded-content"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;
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Nel community interpreting il contesto e il destinatario d&#x2019;uso svolgono un ruolo fondamentale. Maria Chiara Russo e Gabriele Mack dedicano un capitolo dal titolo La formazione di interpreti in ambito sociale in Italia e all&#x2019;estero contenuto all&#x2019;interno del loro saggio Interpretazione di trattativa &#x2013; la mediazione linguistico-culturale nel contesto formativo professionale in cui la professoressa Mette Rudvin descrive la richiesta sempre pi&#xF9; diffusa di servizi di mediazione linguistica in ambiti che esulano dalla classica e pi&#xF9; conosciuta interpretazione di conferenza: nello specifico si tratta dell&#x2019;interpretazione per i servizi pubblici, vale a dire una particolare modalit&#xE0; di interpretazione che si espleta in campo sociale o in seno ad istituzioni giuridiche o di pubblica sicurezza, uffici di immigrazione, strutture sanitarie o presso i servizi sociali[1]. Spesso tale modalit&#xE0; viene inserita nella categoria di interpretazione pi&#xF9; ampiamente conosciuta come interpretazione di trattativa, la quale tuttavia si riferisce in linea pi&#xF9; generale all&#x2019;ambito commerciale e/o fieristico. Nello stesso saggio e in questo interessante articolo di Intralinea si dibatte infatti quanto sia pi&#xF9; o meno giusto far assimilare la modalit&#xE0; dell&#x2019;interpretazione di comunit&#xE0; alla categoria pi&#xF9; generale dell&#x2019;interpretazione di trattativa. Non &#xE8; questa la sede per stabilire i confini di queste due modalit&#xE0;, che tuttavia si differenziano solo per il contesto d&#x2019;uso e per l&#x2019;impostazione mentale dell&#x2019;interprete pi&#xF9; che per la tecnica di resa in s&#xE9;. In questo articolo mi concentrer&#xF2; piuttosto sulla mia esperienza come interprete di comunit&#xE0; e sull&#x2019;approccio psicologico che &#xE8; necessario adottare in questo particolare contesto lavorativo. LA MIA ESPERIENZA COME INTERPRETE DI COMUNIT&#xC0; Nel corso dei miei 22 anni di esperienza professionale mi &#xE8; capitato talvolta di lavorare dal vivo presso tribunali e commissariati di polizia, ma mai come in questi ultimi anni, in cui l&#x2019;interpretariato da remoto &#xE8; letteralmente esploso, mi sono trovato sempre pi&#xF9; spesso a collaborare con enti pubblici, tribunali, reparti ospedalieri, penitenziari, servizi sociali, studi di psichiatria e psicoterapia, ecc. sparsi nei cosiddetti tre paesi DACH (Germania, Austria e Svizzera). Si tratta di servizi, molto spesso di breve durata, in cui mi chiedono di tradurre per conto di cittadini italiani che non riescono a comunicare in tedesco con i vari uffici di riferimento. Si tratta di servizi estemporanei, che mi piace definire &#x201C;toccata e fuga&#x201D;, in cui visto lo scarso preavviso i tempi di preparazione sono pressoch&#xE9; inesistenti e in cui conta molto il proprio livello di esperienza pregressa, ma soprattutto la propria capacit&#xE0; di adattamento nel sapersi districare tra i vari accenti dei tre paesi di lingua tedesca, ma soprattutto con i vari dialetti italiani in cui molto spesso parlano i cittadini italiani che dobbiamo assistere linguisticamente. INTERPRETE DI COMUNIT&#xC0;: QUALE TECNICA ADOTTARE? Quando prima si parlava della necessit&#xE0; pi&#xF9; o meno discutibile di distinguere il community interpreting dall&#x2019;interpretazione di trattativa, un elemento &#xE8; evidente ed io stesso posso confermarlo per esperienza diretta. Che si usino gli appunti o solo prevalentemente la memoria non ha alcuna importanza. Ogni interprete pu&#xF2; adottare la propria strategia che varia a seconda del destinatario e della situazione in cui si trova ad operare. Per quanto mi riguarda, carta e penna sono sempre con me, ma utilizzo prevalentemente l&#x2019;ascolto. Non &#xE8; immediato capire le esigenze delle persone che dobbiamo assistere. Si tratta di persone in una particolare condizione emotiva che molto spesso faticano a mettere in ordine le loro idee e ad esprimerle in maniera chiara. Il mio consiglio &#xE8; di mantenere i nervi saldi e di non interrompere il flusso di pensieri e parole, spesso confusionario, perch&#xE9; serve per capire le richieste pratiche, a volte emergenti, che dobbiamo tradurre. La qualit&#xE0; dell&#x2019;audio da remoto &#x2013; va detto &#x2013; non &#xE8; nostro alleato, ma bisogna concentrarsi sul messaggio da rendere sia verso la lingua straniera che verso l&#x2019;italiano nella maniera pi&#xF9; semplice possibile. La mia sensazione &#xE8; che devono capire che siamo l&#xEC; per aiutarli, pur mantenendo una certa distanza dai fatti non sempre facili da cogliere, da rendere, ma soprattutto da affrontare. L&#x2019;APPROCCIO PSICOLOGICO DELL&#x2019;INTERPRETE DI COMUNIT&#xC0; Lavorare in contesti socio-sanitari complessi, seppur a distanza, per forza di cose ti proietta in situazioni che nella maggior parte dei casi sono assolutamente fuori dalla propria comfort zone. Per quanta esperienza e maturit&#xE0; intellettiva possiamo avere, trasmettere e quindi tradurre determinate notizie o riportare traumi o incidenti di cui si &#xE8; stati vittime non &#xE8; mai facile. Servono molta empatia e autocontrollo, ma soprattutto quella giusta dose di distanza che ci permettono di non subire noi stessi i fatti che stiamo riportando, al fine di evitare, nella peggiore delle ipotesi, il trauma vicario derivante proprio da una tensione emotiva e dalla presenza di una relazione empatica tra l&#x2019;interprete e la persona da tradurre. Il trauma vicario &#xE8; quel meccanismo neurofisiologico della comprensione empatica del dolore che si basa sul rispecchiamento dell&#x2019;altrui condizione dolorosa, ottenuta tramite una simulazione interna che comporta l&#x2019;attivarsi delle proprie aree del dolore. Dai dati provenienti dalle neuroscienze emerge che empatizzare con il dolore degli altri comporti provare realmente un certo grado di dolore, proporzionale al coinvolgimento affettivo con colui con il quale si empatizza[2]. Non &#xE8; facile mantenere un atteggiamento di neutralit&#xE0; per chi svolge professioni di aiuto e in questo l&#x2019;interprete non &#xE8; da meno. Quando l&#x2019;assistenza tende a prolungarsi, aumentando i rischi della traumatizzazione vicaria, &#xE8; necessario non trovarsi da soli, dopo aver vissuto queste esperienze, e ristabilire contatti con il mondo esterno. Rispettando la riservatezza che ci viene richiesta in contesti cos&#xEC; delicati, &#xE8; doveroso riuscire a sfogare il carico emotivo accumulato. Per [&hellip;]</description></oembed>
